Inter 2013-2014, tutti i problemi del progetto di Thohir

La sconfitta di lunedì sera contro la Lazio di Reja ha messo in evidenza ciò che la vittoria nel derby aveva, momentaneamente, celato. L’Inter è una squadra in difficoltà, carente nella rosa e nel gioco, che ha fatto poco e niente nel mercato estivo e che ha consegnato nelle mani di mister Mazzarri quasi la stessa identica squadra che l’anno scorso con Stramaccioni era arrivata solo nona in Campionato. A ciò si aggiunga che, quest’anno, il tecnico toscano non ha quasi mai potuto utilizzare l’infortunato Milito e non ha, dunque, potuto giocare, come più volte da lui stesso ribadito, con un modulo a due punte in grado di dare più punti di riferimento alla squadra, permettendole di creare più gioco.

Walter Mazzarri nelle conferenze stampa post partita continua, giustamente, a lamentarsi degli arbitraggi non all’altezza che hanno già penalizzato abbastanza l’Inter in stagione. Ma quando si tocca l’argomento mercato, il tecnico di San Vincenzo glissa inspiegabilmente. È vero che ad occuparsene direttamente sono Branca e Ausilio, sotto lo stretto controllo di Thohir e i suoi uomini di fiducia, ma è altrettanto vero che l’allenatore nerazzurro dovrebbe cominciare a farsi sentire, anche pubblicamente, dato che fino a questo momento, se mai l’avesse fatto, non è stato ancora ascoltato e non sembra che il nuovo Presidente nerazzurro sia molto intenzionato a fare qualche acquisto di valore che permetta a Mazzarri e l’Inter di lavorare con più serenità a possibilità di raggiungere obiettivi importanti.

Walter Mazzarri

D’altronde, ricordiamo che se è innegabile che il tecnico toscano stia facendo un buon lavoro e stia dando il massimo per questa squadra, è altrettanto vero che, numeri alla mano, quest’Inter ha ben 4 punti in meno in classifica rispetto a quella di Stramaccioni allo stesso momento della stagione. Per non parlare del fatto che quando i nerazzurri erano allenati dal tecnico romano, avevavo fin qui portato a casa ben 3 vittorie in più dell’attuale Inter di quest’anno, seppur impegnati ancora in Europa League.

Dati e numeri certo preoccupanti per i tifosi nerazzurri che cominciano a chiedere a gran voce che l’Indonesiano, ora maggior azionista e proprietario dell’Inter, faccia qualcosa prima che sia troppo tardi e i nerazzurri debbano ancora una volta rinunciare all’Europa che conta, già lontana 8 punti. Tuttavia, ciò che troppo spesso ormai sentiamo è un ritornello che non può far piacere ai supporters della Beneamata: “Prima si cede e poi si acquista”. Premesso che i giocatori dell’Inter, fatta eccezione per qualcuno, non hanno molto mercato, ma sembra davvero paradossale che una squadra che dovrebbe comprare per rafforzarsi, prima debba vendere i pochi uomini di valore che ha se vuole ingaggiare qualcuno. Si rischia solo di fare, un passo avanti e uno indietro, rimanendo sempre fermi allo stesso punto di partenza.

Erick Thohir

Oltretutto, non serve un genio per capire come mai l’Inter, anche al prossimo esercizio di bilancio si ritroverà con un passivo di ben 70 milioni di euro. La ragione è ovvia: mancano i ricavi, e molto dipende dalla mancata partecipazione alla Champions League. Questo solo dovrebbe bastare a spingere la dirigenza ad acquistare, perché solo investendo in giocatori importanti si può pensare di ritornare a giocare nell’Europa delle grandi e infoltire le casse societarie. Thohir, in una recente nota comparsa ieri sul sito ufficiale dell’Inter fa sapere che è deluso “ma il progetto va avanti”.

Viene da chiedersi, di quale progetto stiamo parlando? Inizialmente, sembrava che si volesse creare una squadra forte seguendo il modello Arsenal: investire su giovani forti e qualitativamente dotati. Ma dove sono? Kovacic, indubbiamente risponde a questo identikit, ma il ragazzo viene impiegato poco e niente e non ha ancora avuto modo di adattarsi al nostro calcio. Vien da chiedersi se Mazzarri, che pur è un buon allenatore, sia il tecnico giusto per portare avanti questo presunto progetto. L’allenatore toscano, infatti, sembrerebbe essere più a suo agio circondato da calciatori esperienti e già navigati, piuttosto che giovani da formare e far crescere.

Mateo Kovacic Inter

Ma se l’Inter vuol proprio puntare su queste seconda alternativa, c’è qualcosa che davvero non torna. La questione, purtroppo o per fortuna, è molto semplice a dirsi e va analizzata con la dovuta lucidità: il problema dei nerazzurri è, in primis, un organico alquanto carente, che avrebbe bisogno (oltre che di ritrovare l’argentino Milito) di avere un attaccante forte, un esterno magari ambidestro che posso far rifiatare Nagatomo e Jonathan, ma soprattutto un centrocampista che abbia qualità, sappia impostare le manovre di gioco della squadra, ma anche ripiegare e difendere in caso di necessità. Se dal mercato di Gennaio, l’unico vero rinforzo che può arrivare a Mazzari è il terzino D’Ambrosio, è bene che la società, i tifosi e tutti sappiano che in questo modo sarà quasi impossibile ambire ad un posto Champions: 8 punti di distanza e squadre più attrezzate di noi ci precedono in classica e lottano per lo stesso obiettivo,  con mezzi e possibilità attualmente superiori a nostri.

È certamente una fase delicata quella che l’Inter sta vivendo. Forse è presto per parlare di crisi, considerando che dopo il derby per poco non si arrivava a parlare di possibilità di scudetto, ma è anche vero che è il momento che la Società tutta – Thohir in primis – faccia chiarezza su alcuni punti di domanda che giustamente i tifosi si fanno. Del famoso progetto che i nerazzurri starebbero perseguendo c’è soltanto l’ombra, i nerazzurri sembrano orfani di una figura paterna – com’era Moratti – capace di tranquillizzare e rispondere alle domande. Coloro che amano l’Inter chiedono a gran voce che Thohir sia più presente e dica una volta per tutte come stanno realmente le cose, perché è paradossale sentire dire che l’obiettivo è il terzo posto, ma non si farà nulla per rinforzare la squadra se non vendere i forti per provare ad acquistarne altri. Sarebbe come affermare di voler vincere una gara automobilistica in cinquecento, quando a partecipare ci sono vetture del calibro di Ferrari e Maserati. È tempo di avere risposte chiare e convincenti, e che alle parole seguano presto fatti concreti, ne va del rispetto dei tifosi che credono in questa squadra e in questa società, investendo ogni giorno in tempo, denaro e, soprattutto, passione.

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