Inter-Chievo: Tutti gli ex delle due squadre

Dopo la brutta prestazione contro l’Udinese, che ha comportato l’eliminazione dalla Coppa Italia, l’Inter affronterà lunedì in posticipo il Chievo a Milano.

Tanti sono i giocatori che nella storia che hanno indossato sia la maglia nerazzurra che quella gialloblu. Tra quelli che fanno parte della rosa dell’Inter attualmente c’è Marco Andreolli. Non ha avuto un inizio di carriera brillante anche perchè è stato toccato da seri infortuni che ne hanno delineato in modo negativo il cammino. Ma Marco Andreolli, prodotto del vivavio nerazzurro che l’ha ingaggiato giovanissimo dal Padova, la società di Corso Vittorio Emanuele l’ha sempre seguito e mai dimenticato nei suoi trascorsi a Roma, sponda giallorossa e a Verona con la maglia del Chievo.

Altro giocatore importante “passato” per il Chievo è Julio Cesar. Il portierone brasiliano, fu acquistato dall’Inter e ”parcheggiato” a Verona non potendo più tesserare altri extracomunitari. Tutti sanno quello che poi il numero 1 ha vinto e tutti conoscono come è andata a finire l’avventura neroazzurra. Dei 21 ex, 3 sono i portieri che sono stati o acquistati o giranti in prestito ai clivensi: Alberto Fontana, Frezzolini e Enrico Alfonso.

C’è anche chi ha giocato per l’Inter e ha allenato il Chievo: si tratta di Domenico Caso. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, Caso intraprende la carriera di allenatore guidando le giovanili della Fiorentina, con la quale vincerà nel 1992 il Torneo di Viareggio. Al termine di questa stagione saluta i colori viola e torna alla Lazio come tecnico della squadra Primavera biancazzurra. Risale proprio a questo periodo il suo miglior momento in panchina: allena e forma futuri campioni del calibro di Alessandro Nesta, Marco Di Vaio e Flavio Roma, destinati a raggiungere la maglia della Nazionale azzurra, e vince il campionato Primavera nel 1995, dopo aver assemblato una squadra i cui elementi arriveranno per la quasi totalità al calcio professionistico di ogni livello.

Con la fama di grande maestro per i giovani calciatori, nel campionato 1997-1998 debutta sulla panchina di una prima squadra, quella del Foggia, in Serie B. La stagione è tormentata: Caso viene esonerato dall’incarico alla 23ª giornata, per poi essere richiamato alla 29ª. Il suo tentativo di centrare la salvezza fallisce e la squadra pugliese retrocede in C1, nonostante disponesse di un organico costituito in gran parte da calciatori che in futuro avrebbero giocato stabilmente in Serie A, con addirittura due futuri finalisti di Champions League come Roma ed Oshadogan. Nella stagione 1998-1999 il Chievo decide di puntare sul tecnico campano per un campionato di vertice. Le aspettative della squadra clivense vengono deluse, e Caso viene esonerato dopo 14 partite di campionato, con la squadra in posizione di classifica assai critica. Per rivedere il tecnico su una panchina di prima squadra bisogna aspettare la stagione 2000-2001, quando la Pistoiese sostituisce il tecnico Pillon alla 18ª giornata, nominando Mimmo Caso nuovo allenatore. L’esperienza toscana termina dopo 10 partite, quando viene nuovamente esonerato.

Nella stagione 2003, dopo un anno vissuto come CT della Nazionale Under-18, la dirigenza della Lazio, memore dell’ottimo lavoro svolto un decennio prima, affida nuovamente la guida della formazione Primavera all’ex capitano biancoceleste. La stagione successiva diventa allenatore della prima squadra. Dopo un discreto inizio sia in campionato che in Coppa UEFA, la situazione peggiora. Dopo 17 gare, vista la cattiva posizione in classifica e il difficile rapporto con i giocatori più rappresentativi, su tutti Paolo Di Canio, il presidente laziale Claudio Lotito decide di esonerarlo. Nel campionato 2005-2006 subentra a Brini sulla panchina della Ternana, senza tuttavia riuscire a salvare la squadra dalla retrocessione in Serie C1, che arriva con una giornata d’anticipo, dopo un pareggio per 2-2 a Cremona contro la Cremonese già retrocessa. Nel luglio del 2011, una volta liberatosi dall’incarico di responsabile delle giovanili dell’Atletico Roma, fallita pochi mesi prima, Caso decide di intraprendere una nuova avventura come allenatore degli Allievi regionali del Voluntas Spoleto. Nel luglio del 2012 è nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano, ma l’esperienza con i rossoneri dura appena due settimane, quando viene sostituito. Nel luglio del 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

Julio Cesar QPR

Un altro ex famoso e conosciuto è sicuramente Eriberto. Famoso perchè passa in comproprietà in Serie B al Chievo per 2 miliardi di lire. Nel corso della stagione 2001-2002 viene riscattato dai clivensi per la cifra di 2,5 miliardi di lire e diverrà parte di quel Miracolo Chievo che, allenato da Luigi Delneri, al primo anno di Serie A riuscì ad arrivare quinto in classifica e a conquistare la qualificazione alla Coppa UEFA. Quell’anno Eriberto, insieme a Christian Manfredini, costituisce una delle migliori coppie di esterni del campionato (le cosiddette “frecce nere”). Nell’estate del 2002, ormai in procinto di passare alla Lazio, Eriberto inizia ad avere delle crisi, e decide di rivelare pubblicamente il segreto sulla sua identità. L’esterno brasiliano rischia addirittura il carcere, ma alla fine è solo il tribunale sportivo a dichiararlo colpevole: quest’ultimo inizialmente lo squalifica per un anno; poi, grazie all’ammissione di colpa del giocatore e al suo pentimento, gli riduce la pena a sei mesi più una penale di 160.000 euro. Nel 2003 passa in prestito all’Inter, con la quale però gioca solo 5 partite.

Alla fine della stagione 2003-2004 torna quindi al Chievo. Col club clivense, Luciano ha disputato 12 campionati (10 in Serie A e 2 in Serie B). È inoltre quinto nella classifica di presenze totali in campionato con la maglia gialloblu, e secondo per numero di presenze in Serie A con i clivensi, dietro Sergio Pellissier. Il 10 luglio 2013 il Chievo ha annunciato che, dopo 13 anni, non avrebbe rinnovato il contratto all’ormai trentasettenne giocatore. Il 22 luglio 2013 dopo essersi svincolato dal Chievo, trova l’accordo con il Mantova, militante in Lega Pro Seconda Divisione firmando un contratto biennale. Gli altri, non meno noti sono: Zanchetta, Obinna, Corradi, Marazzina, Semioli, Frezza, Fusani, Mezzano, Fatic, Passoni e Potenza. Andando molto indietro nel tempo , scopriamo che ci sono altri giocatori che hanno indossato le maglie di entrambe le squadre. Primo fra tutti, Nicola Ciccolo: l’attaccante ha iniziato la carriera nel Messina, con cui ha giocato per alcuni anni in Serie B; dopo un’ulteriore stagione in seconda serie con il Verona, ha giocato con l’Inter, con cui ha segnato 4 gol in 10 presenze in Serie A ed ha vinto una Coppa dei Campioni; in seguito ha giocato in massima serie anche con Mantova, Lazio, Lanerossi Vicenza e Verona, e nelle serie minori con Chievo e Legnago. Ha allenato il Chievo dal 1974 al 1978.

Inter Milan's Biabiany fights for the ball with Udinese's Inler during their Italian Serie A soccer match in Milan

Andando avanti nel nostro percorso arriviamo agli anni ’90. Fabio Civetti, di ruolo centrocampista, Conta 5 presenze in Serie A con l’Inter nella stagione 1995-1996, 25 presenze nella seconda serie italiana e 30 presenze nella seconda serie francese. Ha chiuso la carriera nel quarto e nel quinto livello del calcio italiano. Da giugno 2013 e’collaboratore tecnico del Lugano,seconda divisione svizzera. L’ultimo “noto” passato per le due compagini (con il Chievo in prestito per un breve periodo) è Jonathan Ludovic Biabiany. Inizia la sua carriera in Francia, vivendo e giocando in periferia, dove viene notato casualmente da Pierluigi Casiraghi, osservatore dell’Inter solo omonimo dell’ex calciatore. Nell’ottobre 2004 viene così ingaggiato dall’Inter. Gioca due anni nella primavera nerazzurra, vincendo lo Scudetto nel 2007, anno dell’esplosione di Balotelli, suo compagno di squadra. Riesce, con Roberto Mancini, anche a ritagliarsi una presenza nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia contro l’Empoli, sostituendo al 76′ Luís Figo. Il 3 agosto 2007 viene ceduto in prestito al Chievo, senza però riuscire a dare il proprio contributo in campo. Il 24 maggio 2010 il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, dichiara che Biabiany rientrerà nella squadra milanese nella stagione successiva insieme al giovane Philippe Coutinho; il 25 giugno 2010 viene così ufficializzato il ritorno del calciatore in maglia nerazzurra. Il 21 agosto 2010 vince, pur stando per tutti e 90 i minuti in panchina, la Supercoppa Italiana nel match al Meazza contro la Roma.

Era il 29 settembre 2010, quando esordisce dal primo minuto in maglia nerazzurra. Complici le assenze per infortunio di Diego Milito e Goran Pandev, Biabiany gioca tutti i 90 minuti contro il Werder Brema, in Champions League, partita conclusa con il risultato di 4-0 per l’Inter. Segna la sua prima e unica rete in maglia nerazzurra nella finale del Mondiale per club, vinta col punteggio di 3-0 contro i congolesi del Mazembe, contribuendo così alla vittoria del trofeo.

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