Inter, Kovacic: "Sto bene qui e voglio rimanerci a lungo"

In una lunga intervista rilasciata ad un portale croato, il giovane talento dell’Inter Mateo Kovacic ha allontanato le voci di mercato che lo vorrebbero nel mirino del Liverpool per la prossima stagione ribadendo la sua volontà di rimanere all’Inter per esserne un punto cardine per il progetto futuro di Erick Thohir. Kovacic ha inoltre spiegato come sia la sua famiglia il suo principale punto di forza quando le cose, come quest’anno, non vanno benissimo.

Sulle voci di mercato, queste le sue dichiarazioni: “I giornali devono sempre scrivere qualcosa, se c’è qualcosa che ho imparato nel calcio è che c’è sempre qualcosa su cui speculare. Non è un qualcosa che mi pesa. Ho un contratto fino al 2017, il mio futuro è con l’Inter e sono molto contento di farne parte. Tutti i miei pensieri sono indirizzati a dare il mio contributo al club e ad aiutarlo a tornare ad alti livelli”.

Il suo futuro è tinto di nerazzurro ma Kovacic non esclude però una partenza verso campionati più prestigiosi: “Abbiamo un grande rapporto. Parlo spesso con il ds Piero Ausilio e avverto sempre tantissimo sostegno. Sono giovane, ho solo 20 anni e ho ancora tempo per imparare. Diventare un giocatore dell’Inter mi ha cambiato la vita oltre a dare una svolta alla mia carriera. Sono un ragazzo fortunato, come faccio a lamentarmi quando ci sono tante persone nel mondo che hanno davvero problemi seri? – ha chiosato il talento croato manifestando ancora grandissima maturità -. Dove andrei se dovessi lasciare l’Italia? È un grande dilemma… Spagna, Inghilterra e Germania sono i Paesi in cui si gioca il calcio migliore, ma io sto bene in Italia e sono sicuro che starò bene ancora”.

Infine, alcuni accenni al rapporto con la sua famiglia“I miei cari sono tutti felici del fatto che io sia riuscito ad andare all’Inter, per la mia tranquillità professionale ed esistenziale. Mio padre è un modello per me, mi ha detto di essere paziente perché i momenti difficili fanno parte della vita. Mi ha raccontato di quando è morta sua madre e di come ha superato il trauma. Nel calcio è molto più facile superare i momenti grigi. All’inizio è stato difficile, è stato un bivio per me, ma mio padre mi ha spiegato che nella vita e nel calcio tutto può cambiare dalla sera alla mattina. Bisogna lavorare sodo ed essere pronto quando è il momento. Tutto prima o poi torna al suo posto”.

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