Inter-Trapani 3-2: analisi della partita

L’Inter è agli ottavi di Coppa Italia. È questa l’unica vera bella notizia di una serata in cui la squadra non ha certo brillato, ma ha mostrato diverse lacune che andranno corrette da qui in vanti se si vogliono raggiungere traguardi importanti. Ma partiamo con ordine, l’ha detto lo stesso tecnico nerazzurro “questa squadra non ha ancora acquisto la giusta maturità”, e si vede. Incapace di controllare un 3-0 maturato nel corso del primo tempo contro una squadra notevolmente inferiore che, pur non in formazione tipo, ha giocato novanta minuti in costante pressione, anche quando si è trovata sotto di tre goal, riuscendo quasi a sfiorare l’impresa nel secondo tempo, quando Caccetta e Madonia hanno fissato sullo 0-2 il risultato del secondo tempo.

Finisce 3-2, con solo il risultato, che significa qualificazione e passaggio del turno, da salvare. È giusto dire che l’Inter non ha giocato con la squadra titolare. Mazzarri ha, infatti, optato per un turnover ampio, mandando in campo almeno otto giocatori diversi dai soliti 11 che siamo stati abituati a vedere in Campionato. Ma questo non giustifica certo una prestazione mediocre e altalenante, senza soluzione di continuità. Trovato il largo vantaggio nel primo tempo, l’Inter avrebbe dovuto tener palla e conservarlo fino alla fine, magari sfruttando qualche contropiede a cui inevitabilmente il Trapani si sarebbe esposto per provare a recuperare la partita. Ma così non è stato. Quella che è entrata in campo è apparsa una squadra svuotata di ogni stimolo e concentrazione, e non va bene.

Erano proprio quei giocatori che spesso stanno in panchina e doversi dannare di più per dimostrare qualcosa all’allenatore e guadagnarsi un posto da titolare nelle partite che verranno. Kovacic, Belfodil e Pereira fra tutti erano chiamati ad una grande prestazione, ma hanno tutti e tre giocato una partita non all’altezza delle aspettative. Il croato, dopo aver perso il posto a favore di Taider, doveva cercare di riprenderselo con una prestazione da campione, quale potenzialmente lui è, ma è parso svogliato, nervoso e poco incisivo qualsiasi cosa facesse. Non è certo questo il giocatore su cui l’Inter ha investito. Deve crescere e sapersi ritagliare i suoi spazi, perché di questo Kovacic l’Inter non ha proprio bisogno. Quanto all’attaccante algerino, nonostante sia stato autore del suo primo goal in nerazzurro, ha spesso sbagliato i movimenti e non ha brillato, inducendo l’Inter e i suoi tifosi a credere che la squadra abbia più che mai bisogno di un attaccante forte da prendere nel mercato di riparazione invernale. Il capitolo Pereira non presente novità rilevanti. Quel che abbiamo detto in passato vale anche per quanto visto ieri sera: l’uruguaiano non ha mai dimostrato di essere un giocatore da Inter. Imperfetto in qualsiasi cosa faccia, non deve far illudere il cross ben calibrato che ha mandato in goal Belfodil. Nagatomo è di tutt’altra specie e lo stesso Capitano, pur non essendo esattamente di ruolo nella fascia sinistra, è un’alternativa preferibile a Pereira in attesa che rientri il giapponese. Sull’altra fascia Wallace, in prestito dal Chelsea, si dimostra spocchioso e inconcludente in diverse occasioni in cui ha cercatodi saltare l’uomo quando sarebbe stato preferibile mettere subito la palla in mezzo. Fa rimpiangere tutta la partita il brasiliano Jonathan.

Kovacic Inter

Il tema difesa è molto delicato e va affrontato con i dovuti accorgimenti. Ieri sera l’Inter ha mandato in campo un trio centrale formato da Juan Jesus, Ranocchia e Andreolli e non ha certo brillato. Andreolli, praticamente mai utilizzato da Mazzarri, ha giocato una partita mediocre e non può certo candidarsi ad alternativa valida a sostituire un centrale quando ce ne sarà la necessità. Juan Jesus troppo svogliato e poco umile continua a perdere qualche pallone di troppo e a spingersi in avanti con frequenza, lasciando la retroguardia difensiva scoperta e a rischio contropiedi. Ranocchia, dopo aver perso il suo posto da titolare nel match della settimana scorsa contro la Sampdoria, a favore di Rolando, è stato autore di una prestazione a due facce: attenta e quasi impeccabile nella prima frazione di gioco, svogliata e insufficiente nel secondo tempo. La continuità e costanza di rendimento, anche nel corso della partita, è requisito essenziale per un giocatore, il difensore italiano è in questo spesso carente.

Detto ciò, è evidente che l’Inter non posso fare a meno del suo toro in difesa. Campagnaro è, attualmente, l’unico vero e insuperabile baluardo difensivo. In grado di dettare tempi e dare sicurezza ad una squadra che senza di lui ha rischiato di affondare, imbarcando goal a valanga. I nerazzurri devono sperare che l’argentino non si infortuni più, perché altrimenti sarà difficile trovare in rosa un giocatore all’altezza che possa sostituirlo senza farlo rimpiangere. Il centrocampo di ieri sera ha visto il ritorno di Mudingayi. Il giocatore, di rientro dall’infortunio, dopo i pochi minuti concessogli da Mazzari sul finire della partita contro la Sampdoria, non è apparso ancora in forma. È chiaro che il centrocampista deve recuperare il ritmo di gioco e, per quello mostrato ieri sera, la strada è ancora lunga.

Capitolo Guarin. Autore della rete, su punizione, che ha sbloccato il risultato al 9’ minuti del primo tempo, il colombiano è andato col passare dei minuti sparendo dalla partita, fino quasi ad eclissarsi nella seconda frazione di gioco. Anche a lui manca una continuità di rendimento che gli permetta di fare il salto di qualità. Incostante!

Taider, che ha rubato nelle ultime partite il posto da titolare a Mateo Kovacic, deve ringraziare il fatto che l’Inter non abbia alternative veramente valide nella sua posizione, altrimenti difficilmente troverebbe spazio tra gli undici titolari. Anche ieri la sua è stata una prestazione mediocre. Nel vederlo giocare si ha sempre la sensazione che il ragazzo sia confuso e abbia le idee poco chiare. Nei primi minuti si divora persino un goal facile facile. Il rigore messo a segno non cambia il giudizio su un centrocampista che occupa una posizione importante nel centrocampo nerazzurro, ma che il più delle volte finisce la sua partita con un 5 in pagella.

È evidente che il match contro il Trapani ci lascia un chiaro messaggio: c’è ancora molto da fare e da lavorare. Sotto l’aspetto mentale, soprattutto, il tecnico deve far crescere la squadra. Già domenica l’Inter dovrà mostrare un cambio di marcia rispetto le ultime due partite disputate. Occorrerà un approccio alla partita da grande squadra e una continuità di rendimento che è fondamentale se si vuol lottare per un posto in Champions con le squadre che ci precedono attualmente in classifica. In attesa che arrivi qualche importante rinforzo a Gennaio, inoltre, i nerazzurri dovranno tenersi cari i loro giocatori più importanti e sperare che né si infortunino né abbiano una flessione di rendimento. È il momento dimostrare quanto vale questa squadra e fino a che punto può arrivare. La classifica è ancora corta, ma sarà importante non gettare più al vento punti importanti che potrebbero essere fondamentali a fine stagione.

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