Italia Campione del Mondo 2006: che fine hanno fatto i giocatori?

Pensi a Germania 2006…e a cosa pensi? O meglio, a chi pensi? Pensi sicuramente all’ultimo rigore di Grosso con la Francia, alla testata di Zidane a Materazzi, ai gol dello stesso Marco da Lecce, all’assist di Pirlo per Grosso contro la Germania, alla sviolinata di Gilardino contro gli USA, al gol di Iaquinta col Ghana, alla corsa disperata di Barone contro i cechi, ad Inzaghi che, sì, quel pallone non glielo darà mai. Pensi a tantissime cose. Ma che fine hanno fatto gli eroi del Mondiale 2006? Andiamo a vedere insieme cosa fanno 9 anni dopo e cosa hanno fatto 9 anni prima. Li mettiamo in ordine alfabetico: per le leggende si fa così, senza distinzione di ruolo

Amelia Marco – Nove anni prima: nelle giovanili della Roma; troverà fortuna soltanto a Livorno, squadra che lo porterà al Mondiale tedesco. Nove anni dopo: se ne va dal Milan, va in Promozione Laziale col Rocca Priora ma subito dopo cambia: nel 2015 conta una presenza col Perugia in Serie B, come terzo portiere.

Barone Simone – Nove anni prima: le prime due presenze in A con la maglia del Parma; sarà il Palermo a portarlo in Germania, dove ci emozionerà con una emozionante cavalcata al fianco di Inzaghi, nel 2-0 alla Rep. Ceca. Nove anni dopo: non riesce a mantenere un rendimento eccellente, oggi allena la Primavera del Modena.

Barzagli Andrea – Nove anni prima: milita nelle giovanili del Rondinella, una squadra toscana che militava nell’allora CND (la Serie D di oggi); come Barone, conoscerà le sue fortune col Palermo. Nove anni dopo: nel 2008 si trasferisce proprio in Germania, al Wolfsburg, vivendo con la Juventus una seconda giovinezza; oggi è affermato come uno dei migliori centrali d’Europa.

Buffon Gianluigi – Nove anni prima: questo qui, invece, è un predestinato, perché nel 1997 già difendeva con enorme successo i pali del Parma. La Juve, dopo infiniti successi, lo porterà ai Mondiali; nonostante lo scandalo di Calciopoli reagisce da vero uomo, vincendo da protagonista. Nove anni dopo: è ancora lì, a fare miracoli; è il recordman di presenze in Nazionale e vero e proprio monumento della Juventus.

Camoranesi Mauro German – Nove anni prima: soltanto sei presenze nei Wanderers di Montevideo. Non potrà neppure lontanamente immaginare che il Verona prima e la Juve poi lo porteranno ai Mondiali. Nove anni dopo: lascia la Juve nel 2010, tra Stoccarda, Lanus e RC Avellaneda chiude la sua carriera; oggi allena una semisconosciuta squadra dal nome Coras del Deportivo Tepic.

Cannavaro Fabio – Nove anni prima: difensore del Parma vincitore della Coppa UEFA, è anch’egli un vero e proprio predestinato; nel 2006 aveva già vinto quasi tutto, e la Juventus di Calciopoli lo traghetterà a Berlino, dove più di chiunque altro riuscirà a far dimenticare lo scandalo che coinvolse il nostro calcio. Nove anni dopo: Cannavaro scende di rendimento, fa figuracce nel 2010 e lascia la Nazionale, dopo 136 battaglie; oggi allena il Guangzhou Evergrande, lasciato libero da Lippi, uno dei suoi maestri.

De Rossi Daniele – Nove anni prima: ha appena lasciato le giovanili dell’Ostia Mare; non sa che dedicherà alla Roma, che lo porta a Berlino, un’intera carriera. Centrocampista di sostanza, commette il grande errore di ‘scapocciare’ su McBride contro gli USA. Nove anni dopo: è ancora lì, come Buffon gioca ancora nello stesso club.

Del Piero Alessandro – Nove anni prima: è in rampa di lancio nella sua Juventus, della quale diventerà recordman assoluto ed eterno capitano, facendo vedere da subito qual è la stoffa del campione assoluto. Nove anni dopo: una carriera, come dicevamo, dedicata al bianconero, almeno fino al 2012, quando tra Sydney e Delhi Dynamos viene ‘costretto’ ad un esilio dalla stessa Juve; mistero, ma oggi, a 40 anni suonati, sta ancora cercando una squadra.

Gattuso Gennaro – Nove anni prima: Ringhio ha appena debuttato in prima squadra con il Perugia, che lo ha cresciuto dalle giovanili; arriverà al Mondiale da top player nel ruolo di interditore, con il Milan, giocando un mese pazzesco. Nove anni dopo: il solito Milan, la sua squadra del cuore, e il Sion lo accompagnano fino al ritiro. Da lì in poi deludenti esperienze da allenatore, ma ora Gattuso è pronto a ripartire dalla Carrarese.

Gilardino Alberto – Nove anni prima: Gilardino era un prospetto del calcio italiano, sin dalle giovanili del Piacenza; sarà il Milan, apice della sua carriera, a portarlo in Germania, dove segnerà agli americani. Nove anni dopo: dopo aver girovagato, il Gila sta giocando al Guangzhou Evergrande, ora allenato…da Cannavaro.

Grosso Fabio – Nove anni prima: il simbolo di quella Nazionale operaia era alla Renato Curi Angolana; non avrebbe mai e poi mai immaginato che, dalla C2 di Chieti, sarebbe arrivato prima a Perugia e poi al Palermo che tanto ha dato all’Italia di Lippi. Nove anni dopo: diciamocelo, Grosso ha giocato ad altissimi livelli soltanto il mese del Mondiale; di quello che è stato dopo, tra Inter, Juve e Lione, non c’è grande memoria; adesso Grosso allena la Primavera dei bianconeri.

Iaquinta Vincenzo – Nove anni prima: Iaquinta era un anonimo calciatore del Reggiolo; si arrampicherà nel calcio italiano fino all’Udinese, che lo porterà ai Mondiali di Germania, dove segnerà al Ghana. Nove anni dopo: il ragazzone calabrese ha chiuso alla Juventus, e ora è attualmente fuori dal mondo del calcio.

Inzaghi Filippo – Nove anni prima: nove anni prima del 2006, ovvero nel 1997, Inzaghi era un bomber di belle speranze all’Atalanta; la Juventus prima e il Milan poi, lo trascineranno a Berlino; di lui ci ricordiamo soprattutto per il gol ai cechi. Nove anni dopo: la prima esperienza da allenatore, sempre al suo Milan, il grande amore di una vita, non è indimenticabile; attualmente cerca una panchina.

Materazzi Marco – Nove anni prima: onesto difensore di provincia, dopo aver girato soprattutto nella Sicilia dilettantistica e semiprofessionistica, il Perugia gli offre l’opportunità di giocare in A; da lì in poi sarà Matrix, soprattutto all’Inter, che lo porterà a Berlino come unico rappresentante nerazzurro in azzurro. Nove anni dopo: Materazzi smette nel 2011, salvo poi ripensarci, diventando giocatore-allenatore del Chennaiyin, club della massima divisione indiana.

Nesta Alessandro – Nove anni prima: eterno capitano della Lazio, difesa per nove anni, Nesta era punto fisso della difesa biancoceleste; è il Milan, però, a dargli i maggiori successi e a portarlo a Berlino dove, con la sua proverbiale sfortuna nei Campionati del Mondo, si farà male, come nel ’98 e nel 2002. Nove anni dopo: lascia il Milan nel 2012 per il Montréal Impact; ora gioca nel Chennaiyin, allenato da…Materazzi.

Oddo Massimo – Nove anni prima: un altro insospettabile, che giocava tra Prato e Lecco nei campionati semiprofessionistici; sicuramente Massimo da Pescara non avrebbe mai immaginato di andare ai Mondiali, grazie alla Lazio. Nove anni dopo: il Milan lo prende, regalandogli anche la Champions ad Atene, vinta con Nesta, Inzaghi ecc.; si ritira a fine 2012, con la maglia del Lecce; attualmente allena il suo Pescara, con buoni risultati.

Perrotta Simone – Nove anni prima: Perrotta militava in Serie B con la maglia della Reggina; la Juve, ma soprattutto Chievo e Roma lo porteranno a Germania 2006, dove si distingue per carattere e resistenza fisica. Nove anni dopo: ben nove stagioni con la maglia della Roma, attualmente Perrotta è fuori dal mondo del calcio.

Peruzzi Angelo – Nove anni prima: ottimo portiere della Juventus nel 1997, arriva a Berlino a 36 anni, con la maglia della Lazio, facendo il vice di Buffon. Nove anni dopo: dopo sette anni alla Lazio, si ritira ed entra nello staff della Nazionale; l’ultima comparsata nel mondo del calcio è quella da viceallenatore della Sampdoria, nel 2012

Pirlo Andrea – Nove anni prima: il meraviglioso regista della Nazionale italiana si era già segnalato come uno che col pallone faceva quello che vuole, a Brescia; il Milan, dopo infiniti successi, lo porterà a Germania 2006, dove sarà assoluto protagonista. Nove anni dopo: dopo aver vinto tutto col Milan stravince tutto in Italia con la Juve e, dopo mille magie, va in MLS, al New York FC.

Toni Luca – Nove anni prima: ennesimo insospettabile ma già grande centravanti tra Empoli e Fiorenzuola; gira la provincia italiana del gol fino al Palermo che, assieme alla Fiorentina, lo porta alla kermesse iridata 2006. Nove anni dopo: atleta sempreverde, a 38 anni suonati ha vinto la scorsa classifica cannonieri, assieme a Mauro Icardi; ovunque vada, Toni segna sempre.

Totti Francesco – Nove anni prima = nove anni dopo: sì, perché lui è sempre là, nel 1997 come nel 2015. Totti si è ritirato dalla Nazionale dopo la vittoria in Germania, arrivata dopo un tremendo infortunio e che precede la Scarpa d’Oro. Un campione immenso, che ancora oggi continua a regalare emozioni a tutti noi.

Zaccardo Cristian – Nove anni prima: Zaccardo giocava ancora nelle giovanili del Bologna, quando la Serie A gli ha aperto le porte; dopo diverse piazze, Palermo dà alla Nazionale anche questo difensore, ricordato, purtroppo, soprattutto per l’autogol con gli USA. Nove anni dopo: ai margini del Milan, non ha più saputo esprimersi ai suoi livelli, se non a Parma.

Zambrotta Gianluca – Nove anni prima: il terzino comasco aveva già vinto tutto quando è arrivato a Berlino, con la Juve; Zambrotta era partito dalla sua città natale, per giocare un Mondiale super, impreziosito dal gol con l’Ucraina. Nove anni dopo: dalla Juve al Milan, Zambrotta si è ritirato 2014 al Chiasso, dove l’anno dopo ha ricoperto il ruolo di allenatore.