Juve 2014-15: cinque buoni motivi per stare con Max Allegri

Chi vi scrive è un tifoso, uno di quelli che ieri sera, verso le 20, ha cominciato a maneggiare ansiosamente il Pc alla ricerca di qualche notizia fondata. Le telefonate (dalla durata media di 7 secondi netti) si fermavano a un “Ma che davvero?“, “Si, si davvero“, lasciandomi (ci) in preda a un misto tra amaro e stupore. Per qualche minuti anche io ho gridato allo scandalo, ma poi mi sono ricordato di essere un tifoso, un tifoso della Juventus, non di Antonio Conte.

Il tecnico pugliese ha dato tanto ed ha ricevuto altrettanto, e forse ha preferito lasciare nel momento del successo, proprio come si usa fare ad un tavolo di Poker. Mancanza di coraggio? Non si direbbe, specie se consideriamo la grinta e lo spirito combattivo di Antonio Conte, ma di sicuro si tratta di un gesto che lascia la Juve in una brutta situazione, dalla quale, con ogni probabilità, solo un uomo potrà tirarci fuori: Massimiliano Allegri.

Lo hanno contestato, lo hanno sbeffeggiato, lo hanno sminuito, ma lui non ha colpe. O per lo meno non ne ha ancora, e non ne avrà fino a quando sarà il rettangolo verde a parlare. Ecco dunque 5 buoni motivi per stare con Massimiliano Allegri.

5 – Perchè Max Allegri nel suo palmarés ha già uno scudetto (stagione 2010-2011), una Supercoppa Italiana (2011) ed una panchina d’Oro. Non è uno sprovveduto il tecnico livornese, non lo era nemmeno quando riuscì ad offrire delle ottime prestazioni in salsa Europea con il suo Milan, eliminato solamente da quel Barcellona dei miracoli che finì con l’alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie.

4 – Perchè lo ha scelto la società, quella stessa società che nelle ultime tre stagioni ha lavorato così bene da garantire al popolo bianconero tre Scudetti e due Supercoppa Italiane. E’ una questione di fiducia, non tanto al tecnico, quanto alla Juventus.

3 – Perchè Max Allegri, nell’ultima, sfortunata stagione milanista, ha dimostrato di avere il coraggio di metterci la faccia. Le sua qualità e la sua esperienza gli permettono di annoverare una particolare caratteristica, quella di saper stare al gioco. Critiche e dissidi interni sono stati gestiti nel migliore dei modi dall’ex allenatore rossonero durante la scorsa stagione, anche quando i nervi a fior di pelle limitavano pacatezza e razionalità.

2 – Perchè noi siamo tifosi, e il nostro compito è quello di tifare i colori, prima degli uomini. Accogliere Allegri a Vinovo con una serie di cori di contestazione non è stata affatto un’idea brillante, ma soprattutto non è stata un’accoglienza nello stile Juventus.

1 – Perchè Antonio Conte si era forse reso conto di aver svanito ogni tipo di motivazione da trasmettere ai suoi ragazzi. Dopo 3 anni ad alta tensione lo SPecial One del Salento aveva capito di non poter chiedere ulteriori sforzi umani a quei calciatori che per 3 lunghe stagioni aveva spremuto fino all’osso. Un cambiamento era forse necessario, presumibilmente per Conte, evidentemente per la Juve. Ma una cosa è certa: lasciare per paura di non poter continuare a vincere, è decisamente peggio del non continuare a vincere.

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