Juve, anno nuovo vita nuova: vincere anche senza Conte

E’ stata una timida estate quella che sta per concludersi, sia dal punto di vista climatico, per gli appassionati della tintarella, sia dal punto di vista del calciomercato, per i pallonari instancabili. Non abbiamo assistito infatti ad alcun colpo sensazionale, ma solo qualche rinforzo qua e là, il tutto calibrato con le poche disponibilità economiche di tutti o quasi i club di Serie A.

Il vero tormentone dell’estate, per lo meno per noi juventini, è stato un altro: l’addio di Antonio Conte. L’uomo dalla doppia faccia: il condottiero della Juventus prima e il sottoposto della Figc poi. Alzi la mano chi è riuscito a trovare il bandolo della matassa ovvero chi realmente ha capito perché l’ex allenatore bianconero ha deciso di abbandonare la nave.

Divergenze sul mercato? Vidal e Pogba, gli oggetti della discordia, non sono stati ceduti. Morata, Pereyra, Romulo, Evra e Coman, i colpi messi a segno da Beppe Marotta. Sanchez, Cuadrado e Di Maria, i desideri di Antonio Conte, esageratamente costosi: 60 milioni di euro la cifra sborsata dal Manchester United per strappare quest’ultimo al Real Madrid. Sono anni che la Juventus fronteggia notevoli difficoltà economiche e Antonio Conte ne era a conoscenza.

Stanchezza? Necessità di un anno sabbatico? Dopo aver lasciato la Juventus a ritiro iniziato, Antonio Conte è letteralmente sparito dalle scene per poi finire su tutte le prime pagine dei quotidiani sportivi per aver accettato la panchina della Nazionale italiana. Un impegno non irrilevante visto che ora il tecnico sentirà su di sé non solo la pressione del popolo juventino, bensì quella di un’intera nazione che da due settimane a questa parte sembra aver cambiato inspiegabilmente pensiero sull’ex bianconero: dalle battute sul fantomatico parrucchino (per non citare altro) a l’uomo giusto per risollevare le sorti degli azzurri.

Secondo alcune dichiarazioni rilasciate recentemente da Giulia Mancini, la donna che cura i diritti di immagine di Antonio Conte, l’ex bianconero, una volta lasciata la Juventus, si sarebbe fatto avanti con la Figc presentando un progetto manageriale tutto nuovo. L’unico ostacolo? La paura che lo stipendio della Federazione fosse inferiore al suo reale valore di mercato. Timore superato dal momento che gli sponsor consentiranno al ct di portare a casa quasi 5 milioni di euro all’anno.

Se i tifosi juventini hanno in un primo momento sofferto l’addio di Conte e preso decisamente male la scelta di Massimiliano Allegri, sul quale resta comunque un alone di scetticismo almeno fino a che il campionato non prenderà il via; sembrano avere ora tutt’altra opinione sull’ex bianconero al quale tuttavia rimarranno sempre grati per aver riportato la Juventus ai fasti di un tempo coronandola campione d’Italia per tre anni consecutivi.

L’alleanza con la Figc è ciò che ha scosso maggiormente il popolo bianconero, il quale non ha mai avuto troppa stima nei confronti della Federazione, la stessa che nel 2006 tolse due scudetti alla Juventus, la stessa che ci condannò alla serie B, la stessa che Conte definì “agghiacciante” quando gli fu inflitta la squalifica di 6 mesi per un coinvolgimento nello scandalo del calcio scommesse. I sorrisi riservati ora dall’ex bianconero al neo presidente Tavecchio hanno fatto infuriare gran parte del tifo che si è sentito tradito da Conte e che ha messo in discussione la juventinità sbandierata negli anni a Torino.

A peggiorare la situazione è stata la risposta che il salentino ha dato durante la prima conferenza stampa da ct alla domanda: “Quanti scudetti ha vinto la Juventus?” Conte ha seccamente risposto: “8, ovvero 5 da giocatore e 3 da allenatore”. Sconvolgente la dichiarazione dell’ex condottiero che per i tifosi incarnava il simbolo dei veri valori bianconeri. E’ arrivato quindi il tempo di voltare definitivamente pagina e di affidarsi al nuovo tecnico, seppur con riserva. Piena riconoscenza per i successi degli ultimi anni, ma ora a farla da padrona è la grande voglia da parte di tutti, giocatori compresi, di vincere nuovamente il campionato per dimostrare che la Juventus c’è, la fame è più forte di prima, anche senza Antonio Conte.

 

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