Juve, l'addio di Isla e il rimpianto di un amore mai sbocciato

Sono pochi, pochissimi i motivi che mi portano a trovare qualcosa di tristemente malinconico nell’addio di Isla alla Juventus, ma io sono fatto così, sono un tifoso che si lega agli uomini prima che ai calciatori. In questi tre anni di successi anche Mauricio Isla mi ha fatto emozionare, assente e scanzonato com’era su quella fascia destra quasi sempre malcoperta, troppo spesso deserta, puntualmente monopolizzata dagli avversari.

Forse il rimpianto è proprio lì, su quella fascia destra che il cileno per mille motivi (tutti differenti) non ha mai saputo coprire fino in fondo, per lo meno non quanto avevo fatto ad Udine fino a pochi mesi prima, quando gli esperti di calcio internazionale avevano individuato in lui il futuro del Calcio Sudamericano.

Perchè, per chi non lo sapesse, nell’Udinese dei miracoli (quella che ha lanciato talenti come Handanovic, Sanchez, Cuadrado e Zapata) Mauricio Isla era un vero e proprio talismano oltre che un uomo chiave. Tecnica e senso del gol si fondevano nel corpo di un ragazzo che sapeva rivestire quella fascia destra maledettamente bene, e sapeva creare gioco come pochi in Serie A.

Quando nell’estate del 2012 la Juve lo comprò (insieme al compagno Asamoah) pensai che, forse, ci eravamo assicurati il nuovo Zambrotta, o forse il nuovo Pessotto, o comunque un terzino che avrebbe fatto innamorare ancora una volta il popolo bianconero. Ma mi sbagliavo, come sempre, perchè il tifoso vero, di solito, è quello che “nun c’azzecca mai“.

Quella tra Mauricio Isla e la Juventus è la storia di un amore mai sbocciato, di un rapporto logorato dai tanti errori dell’esterno cileno e dalla scarsa pazienza del popolo dello Stadium, troppo poco indulgente tanto con lui quanto con Giovinco (preso di mira a intervalli praticamente settimanali). Ma certi amori sono così, iniziano bene e finiscono malissimo, proprio come sosteneva Leonardo Pieraccioni in uno dei suoi film d’esordio (“forse gli amori migliori sono proprio questi. Quelli che sembra che possa succedere chissà che e poi invece non succede nulla”).

Sarei un ipocrita se concludessi questo pezzo con “Grazie Mauricio“, ma sarei anche un ingrato se gioissi per questa cessione (tanto attesa quanto immaginabile), arrivata poche ore dopo l’annuncio dell’acquisto di Romulo, calciatore che presumibilmente prenderà il posto del Huaso nelle gerarchie del club Campione d’Italia. A Mauricio Aníbal Isla Isla, però, voglio augurare le migliori fortune a livello professionale, perchè i trionfali successi delle ultime due stagioni portano, indiscutibilmente, anche la sua firma.

Leggi anche –> Addio a Fabio Quagliarella: il bomber che passa inosservato

Leggi anche –> Isla al Qpr, è Ufficiale: Foto con la nuova Maglia