Juventus, Agnelli: "Siamo estremamente orgogliosi"

Si è conclusa ufficialmente la stagione 2014/15 della Juventus. Il morale non sarà altissimo per aver chiuso con una sconfitta un’annata trionfale, ma il 3-1 subito contro il Barcellona nella finale di Berlino non cancella quanto di buono fatto dai ragazzi di Massimiliano Allegri in questi 9 mesi. Quest’oggi in conferenza stampa, a fare il punto della situazione sul campionato bianconero, è stato il presidente Andrea Agnelli, che è partito proprio dalla partita persa da Tevez e compagni all’Olympiastadion: “E’ un momento importante, abbiamo chiuso un anno che ci rende estremamente orgogliosi. Alcune riflessioni sull’annata vanno fatte partendo dalla fine. Dalla gara di Berlino – prosegue – usciamo con sensazioni miste: le finali si giocano per vincerle, così come tutte le partite che gioca la Juventus. Dispiace avere il maggior numero di finali perse, – precisa – ma ci siamo comunque arrivati.”

Al di là di come sia andata a finire, la campagna europea della vecchia signora merita sicuramente un plauso, ma il numero uno juventino è consapevole che non sarà facile ripetersi: “E’ stata una stagione straordinaria. D’ora in poi, vorrei vedere un group stage con maggiore consapevolezza, con la possibilità di essere agli ottavi già dopo 4-5 partite. Inoltre, ci vuole fortuna nei sorteggi, squalifiche, infortuni e tutto quanto. Non pensate, però, – continua – che saremo a Milano soltanto perchè è a 124 chilometri di distanza. Lavoreremo per un consolidamento, per dare continuità a un’annata storica, che ci ha regalato il quarto scudetto consecutivo e la decima Coppa Italia:”

Infine, Agnelli ha analizzato il momento del calcio italiano, sottolineando i meriti delle squadre di Serie A per i risultati ottenuti nelle grandi competizioni europee: “Non è grazie al sistema calcio Italia che la Juventus è arrivata in finale o il Napoli e la Fiorentina abbiano raggiunto la semifinale. E’ il lavoro di tre società che hanno fatto bene quest’anno. Ci sono problemi da affrontare, – sostiene il presidente bianconero – il primo è quello degli impianti sportivi. Gli altri stadi in Italia non sono adatti, vanno ristrutturati in maniera adatta quelli esistenti.”

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