Juventus oggi, Agnelli: "Rapporto con Allegri è ottimo"

Il presidente juventino a tutto tondo.

Andrea Agnelli si concede ai microfoni di Sky Sport in un botta e risposta in cui parla di Juventus e dello sport italiano: “Siamo una società globale. Stiamo crescendo in fatturato, in numero di dipendenti, in brand e in più siamo vincenti sul campo. Questo è quello che più conta.” – continua – “Noi abbiamo dimezzato i debiti pregressi e siamo attrezzati per i prossimi tre anni. Se ogni anno dovessimo fare un aumento di capitale vuol dire che la gestione della società non è buona”

Poi, sul rapporto con Allegri: “Io ho un ottimo rapporto con Max come ce l’avevo con Conte. Io sono il primo tifoso e infatti per le partite sono molto teso. Oltre al mister ci sono anche Marotta, Paratici e Nedved che sono importantissimi e stanno a stretto contatto con la squadra. La cosa fondamentale, per noi, è vincere. A voi giornalisti lasciamo dire se il nostro campionato è competitivo o meno” – prosegue con gli obbiettivi futuri – “Dobbiamo avere scopi raggiungibili senza perdere terreno dalle grandi squadre europee”

Agnelli parla anche del calcio italiano e da indicazioni su come cambiarlo: “Intanto si deve dare una linea direttiva e provare a “proteggere” le nostre squadre come ha fatto la Spagna. Quando si vende il prodotto all’estero si vogliono vedere cose spettacolari e per farlo servono campioni quindi tante risorse che non si hanno” – sui capitali esteri in Italia – “E’ positivo che delle proprietà straniere vengano ad investire in Italia. Io sono in accordo con Saputo e Pallotta”

Inoltre, il presidente, parla della rosa: “Da tifoso dico che Pogba non si vende ma bisogna chiedere a Marotta perchè è lui che gestisce il mercato. Per noi, inoltre, è importante avere una base italiana perchè questi sono quelli che sentono l’importanza della maglia e se non fosse stato per loro probabilmente non ci sarebbe stata la rimonta ma avrebbero continuato ad andare in discoteca” – continua “Questa credo che per completezza di rosa sia la squadra più forte e completa degli ultimi anni”

Anche Agnelli si domanda cos’è lo stile Juventus: “Tutti ne parlano ma nemmeno io so quale sia. E’ una capigliatura, un modo di vestirsi? Lo “stile Juve” è vincere perciò si, esiste ancora

Il presidente bianconero, poi, parla di Tavecchio: “L’unica cosa positiva fatta sono stati i centri di formazione federale, per il resto è stato tutto negativo compreso il fair play finanziario che penalizza le eccellenze. Anche la regola sull’inserimento dei giovani, in sè e pre sè è buona ma doveva essere fatta meglio, ci vuole più tempo.”

Infine, la battuta finale su chi era l’idolo di Agnelli: “Il mio preferito era Montero, era il numero uno.” – prosegue – “La sudditanza è un clichè che non cambierà mai, fa parte della tradizione e non mi da fastidio. Se sentite nel nostro spogliatoio sembra che sia tutto contro di noi. Certo è che se uno sta in area tutta la partita è più probabile che guadagni più rigori di uno che non ci sta mai.”