La voce del tifo: "A noi Tevez, il Derby e il primato, agli altri le polemiche"

Il derby della mole, la stracittadina, il match forse più sentito per i tifosi delle due squadre che si affrontano, ha ancora una volta decretato ieri sera sul campo dello Juventus Stadium che “Torino è bianconera”. La Juventus ha infatti avuto la meglio sui granata per una rete a zero realizzata da Carlos Tevez, protagonista non solo di un’ottima giocata, ma anche di una prestazione degna del numero che da qualche mese porta sulle spalle.

Nuovamente però, la vittoria dei bianconeri ha portato con sé una scia di polemiche riguardanti la presunta sudditanza degli arbitri nei confronti della Vecchia Signora e dell’ennesimo rigore negato agli avversari, polemiche che scadono nella monotonia che come ben sappiamo, alla lunga, stanca.

Per molti sarebbe troppo semplice e calcisticamente scorretto ammettere che la Juventus si trova tutt’oggi in testa alla classifica perché ha fino ad ora dimostrato una netta superiorità non tanto a livello tecnico (ci sono altre squadre che hanno in rosa giocatori di alto livello) quanto a livello di tattica, di mentalità, caparbietà, senso del gruppo e voglia di vincere. Ma arrendersi alla supremazia bianconera non è poi cosi facile e come è giusto che sia ciascun club cercherà in ogni modo di insidiare il percorso dei bianconeri verso la conquista del terzo titolo consecutivo.

Tuttavia è opportuno rimarcare che la Juventus ieri non ha offerto una delle migliori prestazioni al punto che i bianconeri sembravano quasi volersi adattare al gioco estremamente statico degli avversari. Una partita poco divertente quindi dal punto di vista tattico, poche azioni coinvolgenti e un Torino spesso e volentieri chiuso nella propria area. Brillante come sempre la prestazione di Carlos Tevez, con grinta e cattiveria agonistica, l’Apache è diventato simbolo di un giocatore che non molla mai e che ci crede fino alla fine.

Un esempio da seguire, un vero grande campione che fa la differenza in questa Juventus che a tratti mostra ancora qualche segno di debolezza. Tornando alla diatriba del rigore non-rigore, le domande lasciamole agli altri e, come ci insegna il nostro tecnico Antonio Conte, ieri è passato e indietro non si guarda mai, il futuro è in Turchia e si chiama Trabzonspor.