La voce del tifo: avellinesi esemplari, chi viene a distruggere impari da loro

Juventus-Avellino, una gara dal sapore particolare quella andata in scena ieri sera allo Juventus Stadium dove regnava un’insolita atmosfera di grande festa. Una gara disputata su due estremi opposti: da un lato l’agonismo in campo, dall’altro la sportività sugli spalti. Entrambi gli aspetti di questo match, valido per gli ottavi di finale di Coppa Italia meritano il giusto spazio.

Partiamo da quello che è successo fuori dal campo. Grande attesa da parte dei tifosi bianconeri (ancor maggiore quella degli irpini) che, dopo le due giornate di squalifica, soffrivano una certa “astinenza da curva sud” ed hanno finalmente potuto rimettere piede allo Juventus Stadium e sostenere la squadra, seppur scesa in campo profondamente rimaneggiata e priva dei titolarissimi. Ciò che però ieri sera ha colpito maggiormente è stato il grande spettacolo offerto dai tifosi avversari.

I 4000 irpini, che con ogni mezzo disponibile hanno raggiunto il capoluogo piemontese, hanno a tal punto sostenuto i propri ragazzi con affetto e passione che dalla curva bianconera si sono alzati, per la prima volta, cori in favore degli avversari: “Tornerete in serie A”, “Avellino olé”. Cosi cantavano i presenti in curva sud: un’amicizia sigillata da un unico coro che ha pervaso lo Juventus Stadium, il rinnovo di un gemellaggio che vede protagoniste le tue tifoserie da diverso tempo, da quando Juventus-Avellino era un classico di serie A negli ormai lontani anni ’80.

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Un grande smacco per chi si aspettava cori offensivi nei confronti dell’Avellino, un club che affonda le sue radici cosi vicino (ma cosi lontano) da Napoli. Sono circa 60 i chilometri che separano i due capoluoghi campani, ma dal punto di vista prettamente calcistico, le due tifoserie sono apparse profondamente diverse l’una dall’altra.
20 Novembre 2013, Juventus-Napoli, Juventus Stadium: i bianconeri sono in vantaggio di 3 reti a 0 sui partenopei. I tifosi azzurri si dimenticano della partita, distruggono il settore ospiti, divelgono i bagni e lanciano rubinetti al di là delle barriere verso la tribuna est ferendo 6 tifosi della Juventus finiti in ospedale. Dalla curva sud si alzano cori discriminatori contro i tifosi napoletani a cui, a ruota, si uniscono tutti gli altri settori dello Stadium. Tali offese porteranno alla squalifica delle curve nord e sud per due turni (uno solo per la nord).

18 Dicembre 2013, Juventus-Avellino, Juventus Stadium: i bianconeri sono nuovamente in vantaggio di 3 reti a 0 sull’Avellino. I tifosi irpini sostengono ininterrottamente la squadra mostrando agli occhi dei bianconeri e delle telecamere, tra le varie coreografie, anche una splendida “sciarpata”. Dalla curva sud si alzano cori di apprezzamento, di stima e di amicizia per i tifosi avversari.

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Ah, allora non è vero che i tifosi della Juventus sono maleducati, offensivi, razzisti, irrispettosi e chi più ne ha, più ne metta. La verità è che chi si comporta bene a Torino, riceve un trattamento fuori dal comune. Quello che è accaduto ieri sera sugli spalti, raramente si vede negli stadi italiani e merita il giusto riconoscimento.

E’ innaturale pensare che i tifosi bianconeri avrebbero potuto riservare un trattamento d’onore nei confronti di tifosi che distruggono sedili e lanciano oggetti contundenti verso donne e bambini (ricordiamo che entrambe le tifoserie sono state punite, seppur con due pesi e due misure). Allontaniamoci per una volta dalle ammende, dalle punizioni, dalla violenza e guardiamo alla vera essenza del calcio: un gioco, uno spettacolo.

Concentriamoci ora su quello che è accaduto sul terreno di gioco. La Juventus ha messo l’Avellino con le spalle al muro con un netto 3 a 0. Ottima la prestazione di Sebastian Giovinco che, con una rete e due due assist (gol realizzati da Caceres e Quagliarella), si guadagna meritatamente il titolo di migliore in campo. Nonostante il turn over, i bianconeri hanno dimostrato superiorità in campo contro un’Avellino piuttosto debole, ma che nella serie cadetta sta facendo grandi cose.
Da sottolineare la grande fame di vittorie di Antonio Conte che, nonostante si trattasse di una partita di Coppa Italia, non ha mai smesso di caricare i ragazzi riprendendoli duramente quando necessario. Infine un “bentornato” a Simone Pepe tornato in campo dopo gli infortuni e la lunghissima riabilitazione che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per oltre un anno.

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