La voce del tifo: niente giustificazioni, la Juve ha buttato via la qualificazione

L’hanno definita la “partita infinita” quella tra Galatasaray e Juventus, valida per la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Dopo una serie di rocambolesche decisioni e indecisioni da parte dell’arbitro e della Uefa, la gara è stata sospesa nella serata di ieri a causa del maltempo e ripresa quest’oggi alle h.14 a partire dal trentesimo minuto di gioco.

L’avventura della Juventus in Champions League è terminata lì, sotto la neve insistente di Istanbul, su un campo indegno ai limiti della giocabilità, affondata da una rete di Wesley Snejder arrivata quasi allo scadere del tempo, in un momento in cui, paradossalmente, i bianconeri avevano sotto controllo il match. L’ingresso in campo di Giovinco e Quagliarella non è bastato per cercare di strappare un pareggio ai turchi.

Potremmo oggi analizzare distintamente lo spezzone di gara giocato ieri sera, dominato dai turchi, e la restante parte dei novanta minuti disputata questo pomeriggio in cui abbiamo visto una Juventus scendere in campo con più coraggio e motivazione nonostante le condizioni atmosferiche, ma che lentamente si è lasciata sopraffarre dagli undici di Mancini lasciando Carlos Tevez unico predicatore in mezzo ad un deserto. Una battaglia più che una partita, la cui sconfitta ha negato ai bianconeri l’accesso agli ottavi di finale.

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Inutile cercare giustificazioni o scadere in lamentele e piagnistei di stampo tipicamente “non-bianconero”. Inutile dare la colpa al campo: entrambe le formazioni hanno dovuto adattarsi alle condizioni non proprio agevoli del terreno di gioco.

La qualificazione non è stata persa solo oggi, ma è sfuggita lentamente dalle mani dei bianconeri partita dopo partita. E’ sfuggita dopo i tre pareggi, con Galatasaray e Real Madrid (in casa) e contro i danesi in trasferta. E’ sfuggita a causa di un livello qualitativo non ancora sufficientemente elevato per competere con gli altri club che partecipano alla competizione, nonostante i nuovi innesti. Tanto cuore e tanta sfortuna, ma anche una mentalità e una squadra non ancora pronta per spiccare il volo al di là del confine italiano.

Rabbia e rammarico da parte dei tifosi, in particolar modo per i duemila arrivati ad Istanbul per sostenere la Vecchia Signora e rientrati meno di 24 ore dopo senza nemmeno aver assistito all’importante trasferta (solo 200-300 tifosi sono rimasti in Turchia). Sconforto e delusione sui volti sia dei giocatori sia dei tifosi che si concentreranno ora sul campionato e sull’Europa League, magro premio di consolazione.

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