La voce del tifo: troppi accompagnatori? I bambini non vanno da soli allo stadio

Ieri sera sul campo dello Juventus Stadium i bianconeri hanno conquistato tre punti preziosissimi che hanno permesso ai ragazzi di Antonio Conte di allungare il distacco sulla Roma e consolidare il primo posto in classifica.

Uno Stadium con degli ospiti particolari: 12.000 bambini appartenenti a diverse scuole calcio, accompagnati, ebbene si, dai loro allenatori (1 ogni 10 bambini) – avreste mai lasciato vostro figlio andare allo stadio da solo? E come sarebbero dovuti arrivarci fino a Torino?- hanno occupato i due settori che, a causa dei cori di discriminazione territoriale sono stati puniti con la chiusura forzata per due turni (uno solo per la curva nord). Esito dell’esperimento promosso da Beppe Marotta e da tutta la dirigenza della Juventus?

Facciamo prima un piccolo flashback e torniamo alle settimane antecedenti il match tra Juventus e Udinese. PRIMA: diversi giorni prima della partita, una volta diffusasi la notizia dei “bambini in curva“, la maggior parte delle testate giornalistiche parlava di un’ottima iniziativa per ri-dare al calcio un immagine pulita, positiva, pura come il tifo incontaminato di un bambino.

bambini curva

DOPO: pioggia di critiche sui poveri bambini accusati di cori impropri e insulti verso la squadra avversaria. Stiamo parlando di: “chi non salta interista è” o del “ohhh….m****” ad ogni rinvio di Brkic. Un esperimento mal riuscito insomma; l’ennesima domenica rovinata da cori beceri e poco rispettosi nei confronti dell’avversario. Bambini, tutti dietro alla lavagna, almeno per tre giornate!!!

Cosa avrebbero dovuto cantare?, pensano alcuni, la sigla della peppa pig? Cosa avrebbero dovuto gridare al portiere?, sei uno stolto? Un pezzo di melma?
Basta con questo populismo, i bambini, fino a prova contraria, imitano gli adulti. Per eliminare il problema dei “cori”, bisognerebbe avere stadi vuoti in ogni settore. Basta tessere del tifoso, basta code ai botteghini, basta incassi a sei zeri per le società. Forse, però, il gioco non varrebbe la candela. Pensate a quanti soldi perderebbero i diversi club se ogni domenica gli spalti fossero totalmente vuoti.
I cori esistono da quando il gioco del calcio è nato e sempre esisteranno. Entro i limiti della decenza e del rispetto tali cori dovrebbero essere tollerati e, eventualmente, in caso contrario, punire. Tutti, indistintamente. Punire le offese verbali, punire il razzismo, punire gli atti vandalici.

bambini stadium

Guardiamo il lato positivo di questa vicenda: la Juventus ha disputato un’ottima gara contro un avversario ostico portando a casa il risultato grazie ad una rete di Ferndando Llorente arrivata in zona Cesarini che ha fatto esplodere tutto lo Stadium. Ammettiamo però che la bolgia dei tifosi della sud è mancata cosi come è mancata quella carica che ogni domenica i giocatori ricevono dalla loro tifoseria più affezionata.

Uno Juventus Stadium un pò più silenzioso rispetto al solito, ma è stato comunque divertente vedere ogni singolo bambino addentare il proprio panino tra una parola azzeccata e una no dell’inno di apertura; vedere i piccoli abbracciarsi al gol di Llorente o cantare in coro “Pirlo! Pirlo!”.  E bello vedere come la passione per una squadra viene tramandata da padre in figlio: loro sono stati i nostri portavoce, i nostri occhi.  E in tanti si saranno rivisti nelle facce felici di quei bambini. E’ vero, l’adulto deve dare l’esempio al bambino e quando si sorpassano i limiti del rispetto è bene ricordarlo. Tuttavia stentiamo a credere che ieri lo Juventus Stadium abbia ospitato 12.000 maleducati.

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