Marotta alla Gazzetta: "Arriverà sicuramente un difensore"

Nell’ultima parte dell’intervista alla Gazzetta, Marotta ha spaziato su vari argomenti, tra cui il mercato, e in tal senso il dg bianconero ha affermato che “arriverà sicuramente un difensore” . Oltre al mercato, si è parlato di moviola in campo, rapporti personali con Lotito, e situazione generale del calcio italiano.

Iniziamo dal mercato: “Arriverà sicuramente un difensore: avendo il jolly Caceres, stiamo ancora valutando se puntare a un terzino o a un centrale“. Su calciatori in comproprietà con altre squadre: “Si parla molto di Sturaro, Berardi e Zaza, ma non credo che anticiperanno il loro arrivo a Torino , è molto più utile che giochino con continuità piuttosto che venire qui a fronteggia­re una concorrenza più dura”. Su Giovinco, al centro di molte voci di mercato: “Nel caso partisse, potrebbe muovermi qualcosa in attacco”. Perotti? “Non faccio nomi, ma andremo a caccia dell’occasione giusta”.

Su Lotito, con cui ci sono state più che schermaglie dialettiche: “Il suo comportamento è stato deplorevole, sono stato toccato personalmente, con la Juventus stiamo ancora valutando cosa fare. E’ assurdo che che non mi sia stato permesso di andare per vie legali, in sedi diverse dall’ambito sportivo, perché è stata toccata una sfera assolutamente privata e personale, che nulla ha a che fare con il calcio”.

Sulla situazione del calcio italiano, Marotta indica tre obiettivi. Il primo è “non parlare solamente di violenza, diritti tv e stadi, perché la crisi non è solo strutturale, ma riguarda an­che la formazione dei tecnici e dei dirigentiIn secondo luogo, “il campionato va assolutamente riportato a 18 squadre, per avere benefici sia sulla qualità e avere calendari meno intasati”. E per terzo, “le seconde squadre, per facilitare il lancio dei giovani, che così resterebbero per tutto l’anno a disposizione della prima squadra. Sono invece totalmente contrario alla doppia proprietà (cavallo di battaglia di Lotito, ndr). 

Infine, parla di se stesso: “Vorrei concludere qui la carriera, non vedo alternative al momento. Poi, sono un uomo di calcio e so bene che ogni cosa è legata ai risultati“. Quindi conclude: “Magari mi piacerebbe dare una mano per la crescita del calcio italiano, siamo molti carenti a livelli dirigenziali”.

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