Mazzarri e Allegri: da Livorno al Derby Inter-Milan

Livorno-Milano distano tra di loro 297 km in macchina, e per compiere il tragitto da una città all’altra ci vogliono circa 3 ore. Nemmeno troppo tempo insomma. Ma se vi dicessimo che due persone per arrivare nel capoluogo lombardo ci hanno messo rispettivamente 52 e 43 anni, ci credereste? E’ la storia di due allenatori di calcio, che siedono su panchine ambitissime da tutti i colleghi: Walter Mazzarri e Massiliano Allegri. Entrambi di Livorno (il nerazzurro precisamente di San Vincenzo) il loro percorso è molto simile, con tanta gavetta prima della grande occasione: per l’attuale allenatore dell’Inter prima il Napoli e ora i nerazzurri, per il rossonero subito il Milan per cominciare a lottare per grandi obiettivi. 

Walter Mazzarri non giocò mai nella squadra della sua città: un passato da centrocampista con le maglie di Pescara, Cagliari, Reggiana, Empoli, Licata, Modena, Nola, Viareggio, Acireale ed infine Torres nel 1995, dove concluse la propria carriera. Da allenatore iniziò come vice nel Bologna e nel Napoli, prima di inseguire la propria fortuna ad Acireale. Da qui un continuo salire di categorie e ambizioni: Pistoiese, Livorno, Reggina (dove ottenne un vero e proprio miracolo salvando la squadra che partiva con una pesante penalizzazione in Classifica), Sampdoria, Napoli (con la quale vinse l’unico trofeo della sua carriera, la Coppa Italia) ed ora Inter. Con la società di Thohir un ottimo inizio di stagione, seguito da qualche risultato altalenante delle ultime settimane ed un derby fondamentale per misurare le reali ambizioni della sua squadra.

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri, anche lui centrocampista, vestì le maglie di Cuoiopelli, Livorno, Pisa, Pavia, Pescara, Cagliari, Perugia, Padova, Napoli, Pistoiese ed Aglianese. Una discreta carriera, correlata da 101 incontri in Serie A con l’aggiunta di 19 reti, gran parte delle quali realizzate con il Pescara. Proprio all’Aglianese iniziò la sua carriera da allenatore, proseguita poi con Spal, Grosseto, Lecco, Sassuolo (con la quale iniziò a farsi notare), Cagliari ed ora Milan. Spesso criticato per il gioco non spettacolare della sua squadra è riuscito a conquistare uno Scudetto ed una Supercoppa Italiana. Questa dovrebbe essere la sua ultima stagione alla guida dei rossoneri: molto probabilmente il suo contratto in scadenza in estate non sarà rinnovato.

Nel passato abbiamo assistito a frecciatine tra i due, battute a distanza e mai un complimento: sono due veri e propri rivali. Non si piacciono ed hanno due caratteri completamente diversi: sarcastico e fumantino il rossonero, permaloso e con un grande ego il nerazzurro. Ora si ritrovano vicini di panchina: riusciranno a punzecchiarsi anche in campo?

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