Mazzarri: "Questa non è l'Inter che mi piace!"

Il pareggio di ieri ha lasciato l’amaro in bocca a tutti in casa Inter, ma forse più di tutti a Walter Mazzarri che l’aveva preparata diversamente quella partita, aveva avvisato i ragazzi dell’importanza di fare risultato pieno in queste partite, di non farsi distrarre dalle ‘feste e soprattutto di non sottovalutare l’avversario. Ebbene, niente di tutto ciò è stato messo in pratica. Approccio alla partita sbagliato e maturità mentale pari a zero. Tutta l’amarezza e il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato è nelle parole del tecnico di San Vincenzo in conferenza stampa, anche perché questi non sono gli unici punti quest’anno buttati al vento dall’Inter, ma gli ultimi di una lunga serie. In modo particolare, sono quattro le partite che non vanno proprio giù al tecnico nerazzurro. A cominciare da quest’ultimo contro la Sampdoria di Mihajlovic e andando a ritroso le partite giocate contro Cagliari, Torino e Bologna. Non sono pochi, insomma, i punti lasciati indietro e una grande squadra, con grandi ambizioni, non può permettersi di farlo.

Bisogna crescere, e farlo in fretta. Crescere sotto diversi aspetti. È fondamentale arrivare quanto prima ad avere una maturità mentale che ad oggi manca e non permette a quest’Inter di fare quel decisivo salto di qualità che potrebbe far pensare in grande. Le partite sopracitate sarebbero potute esser tranquillamente 4 vittorie, e invece i nerazzurri hanno portato a casa, dei 12 disponibili, solo 4 punti. Troppo pochi per sperare di star lassù per un piazzamento che conta. Bisogna imparare a gestire le partite, a restare concentrati per tutti i 90 minuti, a non sottovalutare mai gli avversari, ancor più se ‘piccoli’ e affamati.

walter mazzarri

C’è ancora da lavorare, è chiaro, e questo Mazzarri lo sa bene “bisogna saper soffrire e tirar fuori qualcosa di più […] Questa non è l’Inter che piace a me!”. Parole certamente dure quelle del tecnico toscano, ma che devono far capire a chi scende in campo che vestire la maglia nerazzurra comporta oneri e onori e che non esistono, come ha ribadito in conferenza stampa l’allenatore, giocatori inamovibili: “Questi ragazzi devono sempre dare il massimo se vogliono rimanere titolari nell’Inter”.

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