Mercato Milan 2015, Kondogbia-Martinez: quando la legge del "più ricco" fa cilecca

Un anonimo ha recitato: “Non vedo l’ora di uscire con le mie speranze. Ho un appuntamento con la delusione”. In questo breve aforisma è sintetizzato tutto lo psicodramma del milanista medio, intristito e avvilito dagli ennesimi spettacoli da Freak Show,  cioè da Circo degli Orrori. L’ultimo atto di questa vicenda ai limiti del grottesco è stato il mancato affare Kondogbia, sfumato sul più bello e finito nelle mani dei cugini e rivali storici di sempre. Inutile far finta di nulla nascondendosi dietro ai “chi vince si dissangua“, dal momento che l’approdo del giocatore francese nella parte nerazzurra di Milano brucia e anche tanto. Si potrebbe certo dire che sfiorare i 40 milioni di euro per un ventiduenne sia follia, come anche l’offrirgli quasi 5 milioni l’anno per 5 anni. Certo, può darsi, ma il prezzo, si sa, lo fa il mercato. Senz’altro Kondogbia ha scelto di andare dove ha trovato più soldi (triste a dirsi ma è così), e in fondo nessun milanista avrebbe storto il naso se l‘offerta migliore fosse stata del Milan.

Qualche grattacapo in più però comincia a materializzarsi quando si sente dire che l’Atletico Madrid ha scavalcato il Milan nella corsa a Jackson Martinez. Ma come, non era già virtualmente rossonero? Che razza di modo è di condurre trattative di mercato? Sarebbe il caso che qualcuno ricordasse al Dott. Adriano Galliani come si snocciola una trattativa (l’AD rossonero è comprensibilmente arrugginito dalle ultime, inattive, sessioni di mercato), dal momento che tra cene, viaggi, selfie e strette di mano tra allegri compagni di merende, il braccio destro di Silvio Berlusconi pare essersi dimenticato la cosa più importante: chiudere gli affari.

Orbene non è il caso di confondere Galliani con Santo Stefano, ingiustamente lapidato, dal momento che l’AD è riuscito ad accordarsi con Porto e Monaco, salvo poi farsi rispettivamente bloccare dai capricci della federazione colombiana (non è stato concesso a J. Martinez di effettuare le visite mediche) e da Kondogbia, che si è accordato appunto con la migliore offerente. Ma abbiate pazienza, qualcosa non quadra.

Jackson Martinez

Una cosa su tutte Galliani però l’ha azzeccata: la stizza con la quale inizia a dubitare del ruolo di Nelio Lucas. In realtà ne dubitiamo anche noi, dal momento che Kondogbia fa capo al fondo Doyen da lui presieduto, il che avrebbe dovuto rendere la trattativa tutt’altro che in salita. In particolar modo Galliani ha sottolineato: “Nelio deve capire quando è il caso di alzarsi dal tavolo della trattativa”. Lucas sarebbe il principale responsabile di una trattativa protratta oltre limiti che non andavano valicati, per la serie“il Milan non si fa dettare le condizioni da un francesino di 22 anni”. Ergo per i rossoneri la minaccia è che si scateni un vero e proprio ciclone negativo: non soltanto perché la delusione incupisce già di per sé, ma considerato anche che le squadre disposte a trattare i propri giocatori con il Milan non li lasceranno partire facilmente (ammesso che questi scelgano il Milan, il danno d’immagine dal doppio flop di mercato è stato devastante), tentando quindi di alzare il prezzo trovandosi dinnanzi ad una squadra disperata. Triste a dirsi, ma la realtà oggi racconta questo.

kondogbia

E’ il Milan Made-in-Italy? Se n’è parlato molto nelle settimane pre-Bee Taechaubol, ma l’idea sembra sprofondata nel gradino più basso delle priorità rossonere. Eppure l’Ital-Milan potrebbe un’ottima soluzione, soprattutto se affiancato ad un progetto convergente di svecchiamento della rosa, che consterebbe di gente come  Hachim Mastour (nessuno lo ha mai visto giocare) e Stephan El Shaarawy, passando a grandi colpi di prospettiva come Marko Pjaca (’95), Granit Xhaka (’92) e Jordy Clasie (’91). A proposito di Clasie, capitano del Feyenoord, e Xhaka, stella del Borussia Mönchengladbach, questi due sono la migliore risposta a quanti oggi si strappano i capelli dinnanzi all’affare sfumato per Kondogbia: giovani, forti e tremendamente arrabbiati, come i tifosi del Milan che però non devono disperare. Come disse infatti Winston Churchill: “Non arrenderti mai. Mai. Mai in niente, grande o piccolo, insignificante o importante. Non arrenderti mai, se non di fronte ai principi o al buon senso”.

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