“Io dovessi puntare su uno tra Vazquez e Kovacic, punterei assolutamente su Kovacic. Il croato è sicuramente un campione di sicuro affidamento e ha grandi margini di miglioramento. Anche all’Inter ha sempre dimostrato di essere un giocatore di qualità e talento. Vazquez mi dà l’impressione di un giocatore che ha fatto bene a Palermo ma che difficilmente potrà andare oltre“, così Bruno Longhi, esperto giornalista di Sportmediaset, si è espresso, interpellato dai colleghi di Milanews, sui possibili movimenti di mercato della formazione rossonera.

Oltre a commentare le trattative in corso, Longhi si è soffermato anche sul primo colpo del Milan di questa sessione di calciomercato: Leonel Vangioni che, pur non essendo italiano, per il noto giornalista rappresenta un acquisto coerente con il progetto di Silvio Berlusconi: infatti, ”non è che il Milan italiano deve essere al 100% su italiani. Più che altro lo zoccolo duro deve tornare a essere italiano come è stato nel grande Milan del passato. Fondamentale che ci sia la pazienza dei tifosi, non puoi pensare di vincere subito”.

Restando in tema di pazienza dei tifosi:” tifosi possono avere tutte le buone intenzioni all’inizio, poi chiaro che uno vada allo stadio perchè spera di vedere la squadra vincere. Chiedergli di pazientare, pagare l’abbonamento e vedere la squadra che non vince non è una cosa semplice. Però se si vuol passare attraverso il piano B è indispensabile la pazienza. Non esiste una squadra che puntando sui giovani possa vincere subito. L’unico esempio di squadra vincente basata sui giovani italiani è stata l’Inter di Bersellini che in tre anni ha vinto lo Scudetto negli anni ’80. Tieni presente, però, che le frontiere erano chiuse e non si potevano prendere gli stranieri“.

Sulla trattativa per la cessione ai cinesi:”Ci si può basare solo sulle impressioni, perchè è diverso tempo che ci sono dichiarazioni, si parla di incontri effettuati, ecc. Però poi chiaro che è una valutazione che spetta a Berlusconi. Dopo 30 anni di Milan ha detto che vuole lasciare il Milan in buone mani, vediamo se arrivano queste garanzie. Nel caso le cose non andassero così c’è un piano B con un Milan meno ricco, più giovane e più italiano. Quando ci si siede a un tavolo si può trovare un accordo o meno. Diciamo che siamo molto avanti, quello sì. La Cina sta invadendo l’Italia e Milano in particolare”.

Infinesull’esclusione di Bonaventura dalla lista dei 23 di Antonio Conte:”A me Bonaventura piace e, a parte una parentesi, è stato il miglior giocatore del Milan stagionale. Qui entrano in ballo discorsi di natura tattica e forse il fatto che Conte preferisca puntare su un giovane che è più disponibile a partire dalla panchina rispetto a un giocatore già affermato. Non voglio essere critico nei confronti di Conte perchè quello che conta è il gruppo dei 15 e quello lo conosciamo già. Bonaventura sarebbe stato al di fuori di questi 15 per scelta tecnico-tattica di Conte. E’ un giocatore di talento che nei 23 poteva starci benissimo a prescindere dalle critiche che possono essere fatte. Come non dimenticare il dispiacere di Montolivo che si è infortunato“.