Milan-Chievo Verona 1-0: Campionato sorprendente, Berlusconi irriverente

Momenti di ilarità in casa Milan: quantomeno, dopo lo striminzito successo contro l’arrendevole Chievo Verona, dalle parti di Milanello avranno ripreso a dormire sonni un po’ più tranquilli. Ma attenti a non dormire troppo comodamente: non v’è il tempo, né tantomeno il motivo. La squadra orchestrata ieri da Sinisa Mihajlovic è parsa ancora troppo poco lucida per poter gioire, arraccante e spesso scoordinata nell’architettare una manovra offensiva lucida, incapace di darsi un quadro di gioco chiaro e convincente. All’Olimpico di Roma, contro la Lazio schiacciasassi nei match interni, servirà necessariamente qualcosa di più. E non solo per portare a casa i tre punti, ma anche per dare un senso ad un lavoro di quattro mesi e ai quasi 90 milioni investiti dalla dirigenza.

Ma appare eccessivo cospargere di critiche la formazione rossonera. La banda Mihajlovic ci ha messo voglia, grinta e soprattutto reattività. Il Milan, tanto contro il Sassuolo quanto contro il Chievo, ha reagito a testa bassa con l’unico obiettivo di centrare la vittoria, anche quando gli emiliani pareggiavano con Berardi e persino dopo il deludentissimo primo tempo contro il Chievo Verona. Segnali di reazione insomma, in un campionato atipico che, nonostante le ottime prove di Roma e Napoli, pare più che mai senza padroni: considerando i piazzamenti “zona Europa” ritroviamo sei squadre in solo sei punti. Serie A sorprendente, campionato tutto da vivere. Ma quanto il Milan può sperare di ambire alla tanto agognata zona Champions League?

Considerando l’andamento delle squadre di testa, ad oggi ogni scenario appare plausibile. La Roma conferma, di giornata in giornata, le ottime impressioni viste negli ultimi anni. La squadra pare essersi compattata attorno a Rudi Garcia, ma soffre ancora molto in chiave difensiva. Napoli, Fiorentina e Inter (appaiate tutte a 21 punti) vivono momenti differenti: a brillare maggiormente è senza dubbio la squadra partenopea, solida e tosta ed in grado di contare su un gruppo offensivo strepitoso. Sorprendende anche la Fiorentina di Sousa, brillante ma ancora affetta dal mal di big match. Infine i cugini nerazzurri, tanto cinici quanto sofferenti sul piano del gioco. La squadra di Mancini non convince ancora del tutto ed Icardi sembra essersi un po’ smarrito. Provarci? Perché no.

Un’ultima battuta va infine dedicata al presidentissimo Silvio Berlusconi, oggi più che mai nemico oscuro dei suoi stessi uomini. Il Milan soffre sul campo, sulle tribune in cui è contestato, nel cuore dei tifosi tristemente relegati nel buio di una classifica ingenerosa. In momenti come questi dall’ex Premier ci si aspetterebbe supporto e coraggio, sicurezza e piena fiducia. Ed invece lui, il presidentissimo, se ne va in giro ad irridere i suoi (di proposito o col tentativo maldestro di incoraggiare il Milan?), con inutili sproloqui e chiacchiere da bar, uscite prive di senso e commiserazioni sui tanti milioni sprecati ed infruttuosi. Caro presidente, detto tra noi, il suo Milan non ha bisogno di questo. Si è mai chiesto cosa prova Mihajlovic o uno dei suoi uomini quando ai microfoni deve commentare simili battutacce? Ha mai pensato a come possano sentirsi? Minacciati dall’alto dal suo fiato sempre più pressante, imbarazzati e paonazzi davanti alle telecamere, amareggiati e umiliati pubblicamente dalla sua mancanza di fiducia? La rinascita del Milan, se mai dovesse essercene una, passa anche da questo. Passa da lei. Passa da tutti noi.

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