Tra gli ex calciatori rossoneri che si esprimono sulla difficile situazione del Milan ora arriva anche Mario Ielpo, classe ’63 ex portiere dei diavoli, dal ’94 è iscritto all’ordine degli avvocati di Milano ed è stato anche opinionista su Telelombardia e Antenna 3.

L’avvocato vede una squadra confusa, senza valori assoluti e che fa un po’ fatica contro tutti. Alla domanda se incidono maggiormente la qualità della squadra o il valore dell’allenatore risponde:

Le questioni sono chiaramente legate. La qualità della rosa è normale, in alcuni ruoli la rosa è scoperta o mal assemblata. Il valore della squadra è l’elemento fondamentale, poi bisogna vedere se l’allenatore riesce a far esprimere alla squadra al massimo del suo potenziale. Che il valore del Milan non sia da prime tre del campionato è sicuro, poi dalla quarta alla sesta il Milan poteva arrivare. Da qui poi c’è la mano dell’allenatore. In questo caso credo che il cambio Mihajlovic-Brocchi non sia stato giusto. I cambi servono quando la squadra non ne può più dell’allenatore. Si è sempre visto che la squadra fosse con il tecnico serbo“.

Difende poi Donnarumma: tiri maligni, anche se non irraggiungibili, ma è comprensibile che sia stato colto di sorpresa. Ritiene comunque prematuro portarlo agli Europei, causa la giovanissima età e le poche partite alle spalle: al suo posto preferirebbe Sportiello. “Il portiere non si può nascondere, è un ruolo delicato”.

Sulla cessione societaria: “se è stata fatta una due diligence approfondita sui conti del Milan, vuol dire che Fininvest e Berlusconi vogliono vendere. Quindi, seppure i tifosi devono ringraziare Berlusconi – non solo per i trofei vinti, ma anche per aver garantito una guida economica sicura alla società, cosa che nel calcio di oggi non va assolutamente sottovalutata – è il caso di vendere, fatte naturalmente tutte le verifiche del caso”.

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