Milan-Kakà: ecco l'aumento, ma il vero amore si firma in bianco e ti porta in B

Una vera bandiera firma i contratti in bianco: cosi fece Alessandro Del Piero, uomo simbolo della Juventus che scrisse con la maglia bianconera 19 lunghi anni di storia, l’ultimo dei quali sollevando la coppa del 30esimo scudetto. All’inizio di quella stagione, l’ex capitano della Juventus partecipò all’inaugurazione dello Juventus Stadium e in quello stesso stadio firmò, in bianco, l’ultimo contratto che lo tenne legato per un’ultima stagione ai colori bianconeri prima di trasferirisi in Australia.

Ad ogni grande campione corrisponde senza dubbio un grande ingaggio, ma quando dopo una lunga carriera fatta di cadute e risalite subentra il fattore dell’attaccamento alla maglia, dell’amore profondo per una squadra, allora la cifra sull’assegno mensile passa in secondo piano e ciò che conta è continuare a far parte di quella realtà, di quel gruppo, di quella storia, di quel futuro. Lo stesso si può dire di Javier Zanetti, di Francesco Totti, di Totò Di Natale. Lo stesso si potrebbe dire di Kakà: 6 stagioni al Milan, l’addio e poi il ritorno in rossonero con tanto di slogan “certi amori non finiscono”.

Una romantica storia d’amore quella tra il Milan e il brasiliano che, per onore della maglia, decise addirittura auto-sospendersi lo stipendio nei mesi di stop dovuti ad un infortunio muscolare chiedendo semplicemente “affetto e sostegno” da parte del club rossonero. A qualche mese di distanza dal suo ritorno a Milano però, sembra che il pensiero di Kakà abbia subito un’incredibile inversione di rotta visto che, nelle ultime ore, si sta parlando di un Silvio Berlusconi che “deve convincere Kakà a rimanere”. Noi ci chiediamo: “E come?”, la risposta è più che scontata: promettendo una fascia da capitano, un ruolo rilevante in quello che sarà il Milan del futuro, una squadra tutta da ricostruire sì, ma anche bisognosa di un punto fermo da cui ripartire. Ah, dimenticavamo, il presidente rossonero pare abbia anche promesso un ritocchino all’ingaggio.

Il risultato? Pare che Kakà sia ora convinto al 90%. Il sogno americano del giocatore (Kakà pensava ad un trasferimento in Florida il prossimo anno) pare quindi essere sulla via dell’esilio. Innegabile l’attaccamento del brasiliano alla città di Milano (forse più la moglie che lui) e al Milan, ricordiamo che Kakà lasciò un club prestigioso come il Real Madrid conscio delle condizioni difficili in cui versavano i rossoneri; ma per diventare simbolo di una squadra e di una tifoseria ci vorrebbe forse quel quid in più.

Pur sommerso dalle critiche di chi lo voleva ormai troppo vecchio per la Juventus, Alessandro Del Piero firmò il rinnovo con la Vecchia Signora senza sapere quello che sarebbe stato lo stipendio percepito, e lo fece unicamente perchè suo più grande desiderio era quello di continuare a scrivere la storia della Juventus, nella buona e nella cattiva sorte. Proprio come aveva fatto nel 2006, quando insieme ad altri 4, immensi campioni come Nedved, Buffon, Camoranesi e Trezeguet decise di scendere in Serie B per difendere le sorti di quella Signora che era stata ferita, usurpata, oltraggiata. Perchè è questo che fa l’amore vero, ti porta in Serie B, non al Real Madrid.

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