Lo scialbo 0-0 contro il Carpi ha messo definitivamente fine a qualunque residuo di un sogno con una stagione superiore al sesto posto. Adesso l’obiettivo è resistere agli attacchi del Sassuolo e cercare di vincere la coppa Italia per lasciare un po’ d’orgoglio a una squadra stanca e conquistare l’ultimo posto utile per l’Europa .

La sfida col Carpi, inoltre, se mai ce ne fosse bisogno, ha evidenziato quali sono le mancanze del Milan, che l’hanno condannato a questa stagione ancora una volta tribolata.

Si può iniziare partendo dalla forma fisica e dalla mancanza di ricambi: la squadra tiene bene il campo finchè reggono le gambe, poi paga una stagione in cui, per via degli infortuni, hanno giocato sempre gli stessi (e i panchinari non sono mai stati all’altezza dei titolari) e semplicemente crollano. Così, si spiega, tra gli altri, l’errore di Montolivo che rischiava di portare in vantaggio il Carpi e la mancanza di lucidità di Alex che non serve Bonaventura che deve solo appoggiarla, ma tenta un tiro difficile che Belec para.

Si potrebbe continuare con i rigori non dati: con quello mancante contro il Carpi (ben più netto di quello di Totti contro il Torino) sono arrivati a 3, (insieme a quelli che mancano contro Chievo e Lazio). Il silenzio della società su questo, rispetto al passato, è assordante.

Infine, manca un vero collegamento tra centrocampo e attacco: se non ci pensa Bonaventura, come contro la Samp , Bacca resta isolato e nervoso e la manovra resta sterile, nonostante i proclami di Brocchi.

Al Milan non serviva cambiare allenatore, serviva risolvere i suoi problemi. Che, almeno in campo, sono questi…