Milan, Nesta: "Serve un buon mercato per tornare competitivi"

Alessandro Nesta, dopo aver detto addio al Milan ed essersi ritirato a conclusione della parentesi al Montreal Impact, ha deciso di rimettersi in gioco e indossare nuovamente gli scarpini. In India, con il Chennai, ha ritrovato la voglia di rimettersi in gioco, ma non ha dimenticato il Milan e, una volta conclusa anche l’esperienza indiana, Nesta avvierà quella carriera da allenatore che un giorno potrebbe condurlo sulla panchina rossonera. Intanto, intervistato da La Gazzetta dello Sport, il difensore si limita ad esprimere la sua opinione rispetto a questo Milan, così diverso da quello in cui giocava e non solo per merito (o demerito) dei giocatori, soprattutto per le scelte della società nel calciomercato.

“Ero fermo da due anni, – inizia così l’intervista di Nesta alla Gazzetta dello SportMiami è fantastica, ma chi è abituato a una vita veloce come la nostra si stanca”. Da qui, e grazie alla telefonata di Marco Materazzi, la decisione di riprendere gli scarpini e ricominciare la vita da giocatore: “Solo dopo la chiamata di Matrix, che è allenatore-giocatore, ho scoperto Chennai”. Quella in India, però, dovrebbe essere la sua ultima esperienza da difensore: “Prenderò un aereo per l’Italia e chiuderò il corso da allenatore con l’esame a settembre. Poi allenerò una squadra in Italia o nel mondo e magari un giorno arriverò al Milan che è comunque un punto di arrivo”.

Qualche ex compagno di Nesta, Clarence Seedorf e Pippo Inzaghi, hanno già avuto modo di allenare il Milan e se il primo è stato solo una sorta di traghettatore, il secondo sta cercando di portare avanti un progetto che dovrebbe condurre alla rinascita del vecchio Diavolo, sebbene i risultati non siano ancora del tutto favorevoli. Nesta, però, non è né geloso né invidioso della strada percorsa dai compagni e della chance avuta: “Sono dei carissimi amici. Secondo me Clarence aveva fatto anche più del suo. Invece Pippo va aspettato. Poche volte ho visto il suo Milan giocare male. Ha portato entusiasmo e nuove idee”.

Il Milan però stenta a decollare e questo non dipende dagli allenatori, ma dalla società, poco attiva sul mercato, e quindi dai giocatori: “La qualità è scesa di molto al contrario degli obiettivi. Ci si aspetta sempre chissà cosa, ma la squadra non è più quella di un tempo. Prima il Milan faceva il mercato con 100 milioni adesso al massimo ne spende 5. Quella disponibilità appartiene ad altri adesso e noi ne siamo tagliati fuori. Non ti puoi permettere quei giocatori, hanno un costo, e nemmeno una via di mezzo. Avrei tenuto un anno in più Ambrosini per trasmettere lo stile Milan. Certo questo Milan ha Abate, Bonera e Montolivo, ma noi avevamo Maldini, Costacurta, Shevchenko e Gattuso: calciatori che giocavano bene tutte le partite non una su due”.

L’unica soluzione, secondo Nesta, è quella di tornare a investire sul mercato: “Prima puntavi a vincere la Champions, adesso punti a entrarci. Servirebbero 2-3 innesti di livello, ma torniamo al solito discorso, oppure cambi mentalità e investi su una rete di osservatori. Avrebbe di certo più possibilità dell’Udinese di scoprire nuovi Kakà”. 

Leggi anche: