Milan News, da Leonardo a Mihajlovic: Berlusconi “mangiallenatori”

Sinisa Mihajlovic è stato esonerato dal Milan per volere di Silvio Berlusconi. E dove sta la novità? Dall’epoca di Leonardo, ormai, quella di cambiare allenatore ogni stagione, come se si cambiasse un paio di scarpe, è diventata una moda in via Aldo Rossi. D’altra parte siamo a Milano… Una vicenda che va avanti da decisamente troppo tempo e che, i tifosi si augurano, possa presto giungere a giusta destinazione. Sarà Cristian Brocchi? Si spera, perché un altro esperimento fallito farebbe diventare il Milan da “club più titolato al mondo” a zimbello della Serie A.

Da quando Carlo Ancelotti ha lasciato il Milan, Silvio Berlusconi e compagnia bella non sono stati in grado di individuare un vero e proprio sostituto, o meglio non sono stati in grado di sostenere fino in fondo le loro scelte. Al Milan manca personalità e non stiamo parlando della prima squadra, non solo di quella. Parlano i numerosi cambi di panchina nelle ultime stagioni.

Via Ancelotti, dentro Leonardo. Una scelta che ha raccolto diversi dubbi e che probabilmente non convinceva sin dall’inizio la società. Leonardo al Milan non era una persona qualunque. Da calciatore rossonero è divenuto direttore dell’area tecnica del Diavolo e ha avuto il merito di portare in rossonero calciatori del calibro di Ricardo Kakà e Thiago Silva, non gente qualunque. Metterlo sulla panchina del Milan dopo Ancelotti era un rischio: Leonardo non aveva mai allenato alcuna squadra e non possedeva nemmeno il tesserino da allenatore, fu convinto da Galliani e accettò la dura sfida. Il risultato fu il terzo posto in campionato (con accesso diretto in Champions League), la prima vittoria al Bernabeu del Milan contro il Real e un trattamento da parte della dirigenza che nemmeno se avesse portato la squadra a ridosso dalla retrocessione, avrebbe meritato.

Cosa ti aspetti da un allenatore alla prima esperienza? Scudetto? Champions League? Magari un triplete? No, a un allenatore serve principalmente tempo per poter costruire una squadra che possa risultare competitiva e affiatata, può capitare che già alla prima stagione si possano raggiungere obiettivi importanti e sollevare trofei, ma questa è l’eccezione soprattutto se la campagna acquisti è fallimentare. Leonardo si è dovuto creare la rosa da sé, ha portato in prima squadra Antonini e Abate e, lo ribadiamo, non aveva mai allenato. Non è stato esonerato, ma non è stato trattato come meritava e dunque, da persona intelligente, ha deciso di lasciare il Milan, era il 14 maggio 2010. Il brasiliano poi andò ad allenare l’Inter (eterna rivale) e vinse con i nerazzurri una Coppa Italia: chi la fa, l’aspetti. Forse con un po’ di fiducia in più… chissà.

Via Leonardo, dentro Massimiliano Allegri. L’allenatore più duraturo dopo Ancelotti che ha avuto il merito di far conquistare al Milan il 18° Scudetto e la SuperCoppa Italiana. La società però gli aveva regalato (già alla sua prima stagione) un certo Zlatan Ibrahimovic, è bene ricordarlo. “Merito” di Allegri è stato anche quello di mandar via Andrea Pirlo (tanto non serviva) e con lui, un anno più tardi, sono andati via anche gli altri senatori come Gattuso, Inzaghi, Seedorf. Coincidenze? Possibile, ma da allora la decadenza del Milan è diventata sempre più evidente.

Allegri sì, è stato esonerato. Chi è stato scelto al suo posto? Clarence Seedorf che ha ricevuto lo stesso trattamento di Leonardo. L’olandese non ha rinunciato a un posto in dirigenza, ma a giocare. Ha appeso gli scarpini al chiodo per aiutare il Milan: il risultato? Buttato nella mischia per essere poi esonerato a fine stagione e sostituito da chi? Da Pippo Inzaghi. Il sogno era che SuperPippo potesse fare in panchina come ad Atene, ma non fu così. Promosso dalla Primavera alla prima squadra, Inzaghi resta allenatore del Milan fino al termine della stagione 2014-2015 (probabilmente perché più accondiscendente alle richieste di Berlusconi rispetto al suo predecessore), peccato che il contratto gli scadrà nel 2016. A fine stagione il Milan si accorda con Sinisa Mihajlovic nella consueta cena ad Arcore, mantenendo all’oscuro di tutto Inzaghi. Da lì la decisione di salutare SuperPippo che, in risposta, non ha accettato la rescissione consensuale ed è stato esonerato.

Veniamo ai giorni nostri. Sinisa Mihajlovic e il Milan ai milanisti. Ops era interista lui… ma sono dettagli questi in fondo perché nelle sue precedenti esperienze il serbo ha dimostrato di essere un valido allenatore e di meritare la panchina di un “grande” club. Con i tifosi rossoneri un po’ scettici, Mihajlovic ha saputo conquistarsi la loro fiducia (e basta). Il Milan oggi è ancora una squadra in crisi, ma questa volta soprattutto di risultati e a dimostrarlo è stato il big match Milan-Juve, perso ma positivo dal punto di vista della prestazione. Quella sarà l’ultima partita di Mihajlovic da allenatore del Milan, Berlusconi sceglie di esonerarlo e di nominare Cristian Brocchi nuovo allenatore. Eppure bastava attendere la fine della stagione per prendere una decisione. La finale di Coppa Italia avrebbe potuto rilanciare Mihajlovic e invece… porta in faccia anche a lui. Al Milan ultimamente si usa far così…

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