Milan, Paolo Maldini: "Mi piacerebbe dare una mano"

Immaginate seduti uno accanto all’altro Paolo Maldini (recordman di presenze con la maglia del Milan, nel campionato italiano e nelle competizioni UEFA per club) e James Carragher (recordman di presenze con la maglia del Liverpool nelle competizioni calcistiche europee e secondo per presenze complessive nel club in gare ufficiali): totalizzerete 54 anni di gloriosa carriera fedele agli stessi colori e 37 trofei vinti. Roba da altri tempi. E da Guinness World Records.

I due finalisti delle edizioni della Champions League 2004/2005 e 2006/2007 (vinte una per parte) si sono realmente incontrati a casa Maldini per una piacevole chiacchierata mediatica tra vecchi amici, di quelli che vivono ancora nei ricordi e che hanno tuttora qualche confidenza da farsi: “E’ triste che il Milan abbia voltato le spalle alla sua grande tradizione“, ha esordito l’ex capitano del Diavolo: “Dei giocatori che hanno reso grande questa squadra solo Franco Baresi ci lavora ancora” .

Dalle sue parole è trapelato il desiderio di avere un incarico nella società perché “dal Milan ho ricevuto tanto e vorrei dare qualcosa indietro, ma non come allenatore, questo non mi piacerebbe“. Ha chiuso così ogni possibilità di auto-candidatura per il dopo Inzaghi, ruolo troppo impegnativo.

Infine, alla domanda di Jamie che gli chiedeva se avrebbe voluto giocare in Inghilterra, rivela un retroscena: “Mi hanno riferito di offerte arrivate dal Manchester United e dall’Arsenal, ma non ho mai parlato con loro. Vialli invece mi chiese di andare al Chelsea nel ’96, ma rifiutai. Così come quando mi offrirono la panchina la settimana dopo l’ultima partita che feci con il Milan“. Un’idea interessante per il presidente:  perché non far partire la rinascita del Diavolo dalle basi (dalla società), oltre che dall’allenatore e da qualche giocatore? Smontiamo la piramide e ricostruiamola con “uomini veri” affidabili ed esperti. Trovato il primo.

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