Pierluigi Pardo, giornalista e telecronista Mediaset, ha parlato ai microfoni di milannews.it. Ecco la sua intervista, ripresa dal sito milannews.it:

Sul pareggio rocambolesco con il Frosinone: “E’ stata una partita incredibile, il Milan poteva vincere e anche perdere. Una gara che racconta grandi problemi ma anche una produzione offensiva finalmente all’altezza. E’ molto difficile pensare che si sia intravista la luce, anche se Brocchi crede di averla vista. La squadra comunque ha prodotto tanto, è mancato equilibrio. Il punto è avere una produzione offensiva all’altezza senza rischiare. La partita col Frosinone è stata l’opposto di quella contro il Carpi. Due partite brutte, ma in una hai prodotto pochissimo senza rischiare, nell’altra poteva succedere di tutto. E’ chiaro che il bilancio non è positivo, ma “ha da passà ‘a nuttata” come dicono a Napoli”.

Sul cambio in panchina: “Non era solo colpa di Mihajlovic, i problemi ci sono da qualche anno, anche se la scorsa estate il Milan ha speso molto. In questa stagione non può essere imputata la mancanza di programmazione, perché il Milan ha cominciato a comprare giocatori di prospettiva come Romagnoli. Ci sono segnali più incoraggianti rispetto al passato in una prospettiva di medio periodo, Mihajlovic secondo me non ha fatto bene, Brocchi sta facendo ancora peggio risultati alla mano, ma secondo me il cambio ci stava. Brocchi è da anni un pallino del presidente, oltre ad essere una bravissima persona, sembra avere le caratteristiche per poter crescere, al di là di un cognome che non è il più fortunato, è uno che ha un’idea di calcio anche giovanile da Milan. Ci stava il cambio, con Mihajlovic era una corsa ormai finita, almeno qui c’è la possibilità di provare, fare una scommessa in vista del futuro. Quello che rischi è un posto in Europa League e una finale di Coppa Italia, ma il Milan nel mese precedente all’esonero non aveva mai vinto. Brocchi non ha la bacchetta magica”.

Su Mihajlovic: “Quando le cose non vanno vuol dire che le colpe ci sono, non si può dire che è colpa di Mihajlovic, forse è più adatto per un tipo di calcio un po’ diverso, più basato sulla grinta che sull’ambizione di voler dominare. Non è solo colpa sua, così come ora non è solo colpa di Brocchi. Era un pallino del presidente, era qualcosa da dover provare, secondo me una sua logica questa scelta l’ha avuta”.

Sulla possibile cessione societaria: “E’ una scelta che sta nella testa di Berlusconi, il discorso di Gattuso è vero, negli ultimi 30 anni se c’è un tifoso che non si può lamentare è quello del Milan, però fa male vedere il club rossonero in una condizione così difficile. Credo che vada risolto qualcosa a livello societario perché gli ultimi anni non sono stati facili. Anni di dualismo, di ripartizione complicata dei ruoli tra Barbara e Galliani. Penso che sicuramente l’ipotesi di vendere sia sul tavolo e sia molto interessante, ma dipende da Berlusconi. I suoi successi sono stati sempre un insieme di elementi, politico, calcistico e mediatico. Privarsi una componente così importante significa anche indebolire le altre, dando un segnale di un prepensionamento che non è nella testa del presidente. Prima di tutto c’è la storia e i tifosi dovrebbero essere grati per quello che ha vinto il Milan, di tifosi più fortunati del Milan ce ne sono pochi. Bisogna fare chiarezza, tornare ad investire e se c’è l’offerta giusta bisogna vendere”.