Morandi indignato per i fischi a "Caruso", ma dov'era quando il Dall'Ara insultava l'Heysel?

Siamo in pieno clima di calciomercato e talvolta capita che ci siano società che addirittura rifiutano le proprie offerte: può sembrare un controsenso, ma è esattamente quello che è accaduto non più di 24 ore fa sull’asse Milano-Torino con uno scambio Vucinic-Guarin che non s’ha proprio da fare. Tra la furia del colombiano che minaccia di rescindere il contratto, la rabbia di Vucinic e l’incomprensibile posizione di Erik Tohir che a volte c’è e a volte non c’è e i social network che ormai la fanno da padrone; l’ilarità dei tifosi è letteralmente esplosa vedendo il mondo del calcio muoversi più fuori dal campo che sul rettangolo di gioco.

Se poi quando si vuole parlare di calcio giocato e magari anche di Juventus, quel che si sente riguarda presunti aiutini, favoritismi, sudditanza degli arbitri, allora vien quasi più voglia di continuare a discutere di quel che accade al di fuori dei novanta minuti regolamentari.

Torniamo quindi per un attimo indietro nel tempo, a domenica 22 Gennaio, h.15, Bologna-Napoli, stadio Dall’Ara. Le due squadre si stanno scaldando prima del fischio d’inizio quando dagli altoparlanti passano le note di Caruso, celebre testo di Lucio Dalla, carissimo amico di Gianni Morandi, presidente onorario del Bologna. Proprio di Morandi l’iniziativa di omaggiare un grande cantatutore italiano prematuramente scomparso diffondendo in tutto lo stadio le parole di uno dei brani che Dalla dedicò alla città di Napoli.

striscione vesuvio

Fischi e insulti nei confronti del capoluogo campano non tardano ad arrivare, uniti ad alcuni striscioni esposti dai tifosi del Bologna chiaramente riferiti a quelli del Napoli. Anche la reazione del presidente onorario non si è fatta attendere: Morandi si detto indignato da fischi e striscioni e ha poi dichiarato di voler lasciare il suo ruolo di presidente in quanto intollerante ad una tale manifestazione di “maleducazione deficiente”. La curva del Bologna è stata punita con una multa e con la squalifica per una giornata di campionato.

Noi di calciomercato juve vogliamo per un attimo tornare ancora più indietro nel tempo: Bologna-Juventus, 7 dicembre 2013. I tifosi rossoblu espongono un ennesimo striscione con palese riferimento alla strage dell’Heysel: “Per un caldo Natale, brucia un gobbo”. Tralasciamo il fatto che per questo becero striscione, a nostro parere offensivo in egual misura agli insulti contro il Napoli, la società rossoblu non è incorsa in alcuna sanzione e la curva in nessuna squalifica (ricordiamo che le curve bianconere furono squalificate per due turni in seguito ai cori di discriminazione territoriale contro i tifosi del Napoli); quello che noi ci chiediamo è: ma Morandi, dov’era?

striscione

Dov’era Gianni Morandi quando i tifosi che rappresentano la società di cui è presidente onorario, inneggiavano ad una strage in cui persero la vita 39 tifosi? Se anche dovesse valere la politica del “c’è insulto e insulto”, non è comunque vero che schernire delle vittime grava di più o comunque tanto quanto dei cori discriminatori?
E se volessimo seguire la più equa politica del “chi sbaglia, paga, indistintamente”, allora come mai ogni qual volta le tifoserie avversarie si scagliano contro quella bianconera, tutto tace?

Giuste le sanzioni contro il razzismo e la discriminazione, non hanno nulla a che vedere con il calcio e dovrebbero rimanere lontani il più possibile dal terreno di gioco. Meno giusta, tornando a parlare di politiche, quella dei due pesi e delle due misure, ripetutamente messa in atto quando si parla di Juventus.

 

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