Morto Nenè, l’ex Cagliari aveva 74 anni

Il brasiliano fu uno dei giocatori principali del leggendario Cagliari del 1969/70.

È morto, nella giornata di oggi, Claudio Olinto de Carvalho, detto Nené, stroncato da una crisi respiratoria: l’ex Cagliari aveva 74 anni.

Grande dolore e commozione per tutto il mondo sportivo che piange la scomparsa di un campione. Al cimitero di San Michele è stata allestita la camera ardente e i suoi due figli, Ruben e Giada, che vivono a Torino, stanno raggiungendo la Sardegna in questo momento.

Il Cagliari dice addio ad una delle sue leggende, uno degli eroi che hanno contribuito a portare la squadra sarda al suo apice. Era la stagione 1969/70 e i rossoblù di Manlio Scopigno, guidati da Gigi Riva, conquistarono clamorosamente il primo e unico scudetto della loro storia. Nel ruolo di mezz’ala destra c’era lui, Nenè, che proprio a Cagliari troverà una seconda casa, una seconda famiglia.

In una lunga lettera postata sul proprio sito web, il Cagliari Calcio ha voluto salutare uno dei suoi eroi, uno dei suoi figli, che definisce come “un maestro di vita, una leggenda rossoblù, un simbolo di un’epoca”.

Figlio d’arte, iniziò la sua carriera calcistica professionistica giocando per 3 stagioni al Santos insieme a Pelè, la squadra della sua città natale, prima di approdare in Italia, alla Juventus di Sivori ma in bianconero non convince.

“Schierato centravanti, era andato in gol soltanto 11 volte. Non una miseria, ma alla Juventus ci si attendeva molto di più.”

Così nel 1964 viene ceduto al Cagliari:  

“Arrica e Silvestri ci credevano. Avevano trovato la chiave di volta. Nenè come punta centrale poteva avere tecnica e fisico, ma era come ingabbiato. Necessitava di spazi ampi per distendere la sua falcata da quattrocentista. Ecco allora l’idea di posizionarlo a centrocampo, o in alternativa sull’out di destra del reparto offensivo. La scoperta dell’acqua calda. Esplose letteralmente, diventando in fretta uno dei punti di forza della squadra.”

Resterà lì fino al 1976, per 12 stagioni, collezionando 382 presenze e 30 reti con quella maglia, record per un giocatore straniero.
Terminata la vita da giocatore, per Claudio inizia quella da allenatore, sempre a Cagliari, sempre a casa sua. Si occupa soprattutto di giovani e anni dopo allena la primavera della Fiorentina con la quale vince il campionato.

Da anni combatteva contro una grave malattia ed era ricoverato in un centro di assistenza sanitaria nei pressi del capoluogo sardo, dove aveva ricevuto frequenti visite da parte dei suoi ex compagni tra cui, oltre a Riva, anche Tomasini, Poli, Greatti e Brugnera.