Morto Sauro Tomà del Grande Torino: Camera ardente a Palazzo Madama

Un crepuscolo durato 69 anni, una malinconia da morire impressa nel suo cuore come quel 4 maggio 1949 quando i suoi compagni, quelli del Grande Torino,  incontrarono la morte su quel tragico volo di ritorno da Lisbona. “Sono morto con loro, quel giorno” diceva. Sauro Tomà, classe 1925 era un difensore di quello squadrone granata, che fece sognare l’Italia intera, capitanata da capitan Valentino Mazzola.

La storia di Tomà

Lui, il sopravvissuto, lui il superstite salvato da un infortunio al ginocchio che gli impedì di partecipare a quella sfortuna e tragica trasferta a Lisbona. Lui che vide i corpi sfigurati dei suoi compagni di squadra, lui che viveva a pochi passi dallo Stadio Filadelfia, tempio granata e che vide le imprese di capitan Mazzola e compagni.

Con Tomà se ne va un campione nella vita e nel calcio. Vestì la maglia granata dal ’47 al ’51 (77 presenze). Arrivò dallo Spezia con il ruolo di sostituto di Virgilio Maroso, sempre vittima di problemi muscolari. Una grande amicizia lo legava a Valentino Mazzola. Con i granata vinse due scudetti. Dopo la tragedia di Superga decise di restare al Torino ma non riuscì mai più a ritrovare quella serenità. Quel senso di malinconia, quasi una colpa a non essere morto lì con i suoi compagni lo portarono a lasciare la maglia granata. In realtà se la porterà nel cuore, sempre, fino all’ultimo giorno. L’infortunio al ginocchio, quello che lo salvò, lo costrinse poi al ritiro dal calcio giocato a soli 30 anni nel 1955.

Dove si trova la camera ardente del superstite del Grande Torino

Se ne è andato a 92 anni e per lui la camera ardente sarà allestita nella Sala del Senato di Palazzo Madama, come 69 anni fa per Valentino Mazzola e compagni. Ciò è riportato con un comunicato stampa della Città di Torino e dal club Torino Football Club. La camera ardente sarà aperta dalle 10:30 alle 17:00 di domani mentre i funerali si svolgeranno venerdì alle ore 11:00 nella Chiesa di San Giorgio Martire. Mi piace immaginarlo lì, alle porte del Paradiso abbracciato ai suoi compagni in maglia granata. Ora il Grande Torino è al completo e anche il suo nome ora brilla nel firmamento celeste.