Notizie Inter, Zanetti: "Mi sento ancora giovane, vorrei rimanere qui per sempre"

Javier Zanetti, 41 anni il prossimo agosto, capitano sempreverde dell’Inter, squadra in cui ha giocato per 20 stagioni consecutive, si è concesso ai microfoni del sito della Fifa. El Tractor, che tra i molti record ha stabilito quello di giocatore straniero con più presenze nel campionato italiano, ben 608, ha ricordati idee, sensazioni, emozioni e desideri per il futuro suo e dell’Inter, per lui una vera e propria famiglia.

Sullo storico passaggio dal Banfield alla squadra milanese, che ha lanciato la carriera di Zanetti, Pupi rivela: “Era una sfida importante per me. Avevo 21 anni e tante cose da scoprire e imparare. Arrivare in una città come Milano era una bella sfida. Le esperienze che ho avuto mi hanno aiutato a crescere, in termini di carriera e di vita privata. Il club mi è sempre stato vicino e mi è stato di grande aiuto. Col senno di poi posso dire che per me è stata la scelta migliore. Sono passati 20 anni, e sono stati molto intensi. Sono orgoglioso di far parte di un club fantastico come l’Inter, che mi ha dato tutto”.

Zanetti

Il tipo di feeling, la passione e il rispetto, instaurati tra Javier e il club sono stati subito molto forti: “Sicuramente, questi sono i miei sentimenti verso la società, la famiglia Moratti e tutti i tifosi. È stato amore a prima vista, cresciuto col passare dei giorni, dei mesi, degli anni. Il rispetto mostrato nei miei confronti è incredibile”.

Nella carriera dell’immenso capitano ci sono stati però anche momenti bui, come quello dell’infortunio al tendine d’achille avvenuto la scorsa stagione contro il Palermo, che per molti poteva rappresentare il capolinea della carriera, ma non per lui, che si è ripromesso di tornare in campo, e così il 9 novembre dopo un’assenza di sei mesi, è stato accolto dal boato di San Siro, durante il match contro il Livorno: “Il mio cuore batteva fortissimo e ho avuto la pelle d’oca dopo l’ovazione assordante. I nostri tifosi mi hanno fatto un regalo meraviglioso e sarò loro sempre grato per questo. Quando mi sono infortunato il mio unico desiderio era quello di giocare almeno una partita in più davanti ai nostri tifosi nel mio stadio. E ci sono riuscito grazie al duro lavoro e al sostegno indescrivibile”.

Ma i tifosi dell’Inter, non sono gli unici ad applaudire Zanetti, ormai simbolo ed icona di un calcio passato fatto di bandiere ormai lontano ricordo: “Tutto questo mi rende orgoglioso, il calcio è uno sport magnifico che avvicina la gente nonostante le rivalità. Per un calciatore non c’è cosa più onorevole di ricevere il rispetto dei tifosi, anche di quelli il cui cuore batte per un’altra squadra”.

Sulla voglia di rimanere, anche a fine carriera, nell’Inter, la risposta è chiara: “Vorrei stare in questa famiglia per sempre, anche dopo che mi ritirerò da calciatore. Una cosa è certa: voglio essere al servizio di questo club”. Sul suo desiderio di giocare ancora per questi colori e di sentirsi ancora protagonist, rassicura: “Io mi sento ancora giovane. È una cosa che chiunque deve valutare dentro di sé. Al di là dell’età, dipende tutto da come la gestisci: se sei contento di quello che sei, allora è più facile dare il massimo”.

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