Notizie Milan: gli ultimi atti di Massimiliano Allegri

Ormai è un dato di fatto. Dalla prossima stagione Massimiliano Allegri non siederà più sulla panchina del Milan e il suo successore sarà Clarence Seedorf. Max, dunque, fa già parte della passato del club rossonero nonostante una stagione ancora da portare a termine e che, quasi per certo, non darà i frutti pronosticati.

Il lento declino del Milan è indiscutibile e in questi tre anni e mezzo sostenitori ed addetti ai lavori del club rossonero si sono divisi in due schieramenti ben definiti rispetto all’operato di Allegri.

Da una parte ci sono tutti coloro che sposano la causa del tecnico livornese e che rivendicano i risultati portati a casa, nonostante la pesante rivoluzione della squadra messa in atto nelle ultime due stagioni e nonostante i numerosi infortuni cui il Milan ha dovuto far fronte. E, numeri alla mano, non si può certo dar loro torto; seppur a fatica, in questi ultimi tre anni, Allegri ha portato il Milan sul podio per tre volte, garantendo la qualificazione in Champions League. E tutto questo passando per vicissitudini a dir poco pesanti, a partire dalle cessioni al cardiopalma di Ibrahimovic e Thiago Silva nell’estate del 2011 per arrivare alla successiva rivoluzione della rosa, condita dall’addio di svariati senatori rossoneri che hanno indiscutibilmente lasciato un segno all’interno della squadra.

Massimiliano Allegri

A sostegno di Allegri sono arrivati anche i complimenti del ct campione del mondo Marcello Lippi che, poche settimane fa, si era fatto sentire dichiarando: “Gli rivoltano la squadra ogni anno e lui è sempre in grado di farla ripartire: Allegri è un grande e voi non lo capite”.

Ma c’è uno schieramento in netta contrapposizione, formato da tutti coloro che invece addebitano ad Allegri l’inesorabile declino del Milan, additandolo come unico colpevole delle disgrazie rossonere, che lo accusa di non aver mai dato un gioco concreto alla squadra e di non essere mai stato all’altezza della situazione. E che, di fronte a questa stagione disastrosa del Milan, hanno decisamente perso la pazienza e non gli concedono più nessun alibi credibile. Nemmeno la qualificazione agli ottavi di Champions.

Snocciolando i dati di questa prima parte della stagione, i numeri non sono certo dalla parte di Allegri: 19 punti in classifica e differenza reti negativa costituiscono il peggior avvio degli ultimi 20 anni, con una sola vittoria nelle ultime 9 gare. L’alibi degli infortuni sembra non fare più molta presa e, più che sugli strascichi lasciati dall’addio di personalità storiche e fondamentali del Milan, i contestatori di Max si scagliano sulle scelte scellerate di mercato che, su esplicita richiesta di Allegri, hanno portato un deludente Matri in rossonero la scorsa estate.

Il matrimonio tra Allegri e il Milan è, dunque, ai titoli di coda. Quello invece con Berlusconi è già finito da un bel po’. Il Patron ha scelto e dalla prossima stagione a dirigere il Milan ci sarà il suo pupillo Seedorf.

seedorf

Non resta dunque che stare a guardare ciò che accadrà e vivere gli ultimi atti di Allegri in rossonero prima che il destino lo condanni ad un capitolo un po’ anonimo della storia del club più titolato al mondo. Allegri può consolarsi con l’unica attenuante che forse gli rimane: storicamente  il contratto in scadenza non aiutò neanche alcuni suoi illustri predecessori che pagarono il prezzo del ”tempo determinato” chiudendo non serenamente la carriera in rossonero. I cali di tensione e la perdita del controllo della squadra giocarono brutti scherzi a personaggi illustri della panchina del Milan, basti pensare a Sacchi che nella stagione 1990-91 arrivò secondo a 5 punti dalla Sampdoria ma di fatto perse il campionato a marzo perdendo prima lo scontro diretto e  venne poi eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni. E al ciclo di Ancelotti che si chiuse con il 3° posto del 2009 e un girone di ritorno deludente con 4 punti nelle ultime 4 partite.

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si sono scagliati contro il tecnico livornese addebitandogli lo sfaldamento di questo club pi

Sembrano essere pochi i suoi sostenitori,