Notizie Milan, le scelte obbligate di Seedorf per l’attacco

Sono molto lontani i tempi in cui il Milan non faceva passi falsi sul mercato, i tempi in cui prima si acquistavano i talenti più ambiti e poi al limite si cedeva ed è innegabile che la Società verta in uno degli stati più disastrosi che la storia del club rossonero ricordi. Un mercato ed una gestione che, da almeno due anni, sembrano muoversi al solo imperativo della più totale improvvisazione, a scapito di una rosa che vacilla in una posizione in classifica assolutamente non da Milan.

E’ questo lo scenario che ha inchiodato Massimiliano Allegri al suo destino e che accoglie il neo allenatore del Milan, Clarence Seedorf che ieri sera ha messo in scena a San Siro una prestazione indubbiamente nuova per certi aspetti ma che ha lasciato intravedere quanto ancora ci sia da lavorare in casa Milan. E non solo a livello tattico e di motivazione. Ma a livello di strategie, nota dolente del Milan degli ultimi tempi.

Strategie che molti tifosi giudicano più che scriteriate e che si rinnovano oggi, quanto meno, frettolose. A partire dalla partenza di Alessandro Matri, ceduto in prestito alla Fiorentina secondo modi e tempi dettati dai Viola. Un Matri che poco ha contribuito alla causa rossonera ma che, almeno a livello di numero, poteva fare comunque comodo in questo delicato giro di boa del girone. E basta pensare alle ultimissime vicissitudini rossonere, in cui fa sempre capolino anche la sfortuna: il nuovo ko di Pazzini, lascia Seedorf orfano di punte, con a disposizione in avanti i soli Balotelli e Petagna. E’ inevitabile pensare che, comunque cerchi di metterla, la coperta rimane decisamente troppo corta.

El Shaarawy ne avrà ancora per moltoPazzini dovrà attendere gli esami strumentali fra una decina di giorni, per sapere l’entità del recupero. Restano solo Balotelli, dal temperamento bollente e avvezzo a cartellini gialli spesso presi con leggerezza imperdonabile, e il giovane Petagna, tornato dopo sei mesi alla Sampdoria.

Alla luce di questi eventi, risulta facile capire il perchè della scelta di Seedorf del 4-2-3-1 con KakàHonda e Robinho sulla trequarti,  la propensione per tale modulo si rivela più una scelta obbligata piuttosto che una volontà di portare la tanto ricercata fantasia. Seedorf, ora come ora, non può inventarsi nulla di diverso a parte optare per l’alternativa del 4-3-2-1 ma cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia: davanti il Milan è ridotto ai minimi termini.

Così si spiega la palpitazione dei tifosi e di Adriano Galliani che ieri sera, nel vedere Balotelli uscire dal riscaldamento pre partita tenendosi una mano al ginocchio, stavano già immaginando scenari cupi. Con la doppietta di Matri nelle retrovie della mente.

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