Nuovo Allenatore Milan, Mihajlovic sfida la maledizione degli stranieri

Non è dato sapere se già in serata possa arrivare l’ufficialità dell’approdo di Sinisa Mihajlovic al Milan, ma la sfida cui il serbo è chiamato è duplice: da un lato ricostruire un Milan a pezzi dopo le ultime due stagioni disastrose, dall’altro sfatare il tabù del pessimo trend riguardante gli allenatori stranieri che si sono accomodati sulla panchina rossonera. Esiste  infatti (almeno per ora) una sorta di maledizione che aleggia sul destino dei tecnici non italiani che si sono succeduti alla guida del Milan: nella storia del Diavolo sono stati cinque, e tutte le volte il rapporto è finito decisamente male.

In attesa quindi dei comunicati ufficiali, rispettivamente riguardanti l’esonero di Filippo Inzaghi (al quale purtroppo si aggiungerà anche Mauro Tassotti) e la nomina di Sinisa Mihajlovic, il serbo dovrà lavorare sodo per non fare la fine dei suoi illustri predecessori: Nils Liedholm, Oscar Washington Tabarez, Fatih Terim, Leonardo e Clarence Seedorf infatti hanno tutti salutato anzitempo, rispetto alla naturale durata del contratto, il club rossonero. Nel caso del turco poi è stata vera e propria polemica, dal momento che dopo l’esonero il tecnico disse: “Il comportamento del Milan non è stato né adeguato né corretto. Mi sentivo nel mirino dall’inizio del campionato”. Mihajlovic è avvisato.

Il caso più recente poi ha fatto discutere e non poco. Seedorf, subentrato a Max Allegri, dopo appena 6 mesi di lavoro è stato fatto fuori per aver adottato un comportamento mediatico non in linea con i diktat societari. In tutti i casi, alla base delle fratture, determinante è stato l’atteggiamento onnipervasivo di Silvio Berlusconi dal quale Sinisa non sarà immune.

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