Nuovo Presidente FIGC: Agnelli sostiene Albertini

Dopo le dimissioni da Presidente della F.I.G.C di Abete si è subito parlato di Carlo Tavecchio. Questa “successione” ha destato dubbi soprattutto nei presidenti e nei dirigenti giovani che vorrebbero un cambiamento radicale. Tra questi spicca la figura di Agnelli, Presidente della Juventus, che si è esposto più di una volta ribadendo la sua voglia di vedere come Presidente della Federazione un ex calciatore. Da qui il consiglio e, probabilmente, le chiamate a Demetrio Albertini che è sia un ex calciatore di successo che ha vinto tantissimo con il Milan sia un dirigente importante poichè, per molti anni, ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della F.I.G.C.

Ieri, finalmente, Albertini ha deciso di candidarsi per il ruolo di Presidente della Federazione. Nella conferenza stampa ha cercato di parlare il meno possibile il politichese e ha cercato di trovare delle soluzioni che riguardano soprattutto i giovani italiani.

Queste le sue parole: “Si deve puntare ad un modello snello ed efficiente perché oggi la federazione non è in grado di prendere decisioni su obiettivi comuni se non all’unanimità. – poi continua – Sappiano che la differenza tra dilettanti e professionisti è grandissima. Il dilettantismo deve essere riconosciuto dal Coni“.

Albertini parla anche dei giovani e del modello-Germania“Non possiamo pensare di guardare al modello tedesco, siamo un altro Paese con un’altra cultura. Ma l’obiettivo deve essere lo stesso: con una sola regola loro hanno il 34% stranieri, noi con tante abbiamo il 65%”.

Poi, l’ex vicepresidente, spiega il suo punto di vista su quello che è diventato il nostro calcio: “Credo vada rimesso al centro di tutto il valore del nostro calcio. Sento parlare di seconde squadre per la lega pro, ma è riduttivo. La nostra serie A deve attingere ai nostri vivai per ridare competitività e sostenibilità al sistema. Quindi riduzione delle squadre professionistiche e allargamento per la base del reclutamento. Revisione dei criteri di inserimento nelle rose, nuova politica sull’immigrazione degli atleti, rispettosa delle leggi dello Stato, ma che non sia un blocco per il sistema”.

Infine, Albertini, si sbilancia sulle caratteristiche che dovrebbe avere il nuovo ct: “Vedo sui giornali nomi così importanti come quelli di Conte, Guidolin e Mancini; si può scegliere a occhi bendati fra quelli che si nominano in questi giorni. Diventerà ct chi sposerà più la filosofia della Figc. Il nuovo commissario tecnico, in ogni caso, lo sceglierà il nuovo presidente l’11 agosto – ha aggiunto – Abbiamo visto che c’erano tutti i tempi tecnici. E’ una delle poche cose che oggi può scegliere il presidente”.

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