Pagelle Milan: Promossi e Bocciati della Serie A 2014-2015

Archiviata l’ennesima e deludente stagione del Milan, in casa rossonera è tempo di riflessioni e soprattutto di valutazioni. Calciomercato-Milan.it offre in esclusiva ai propri lettori un bilancio dei più meritevoli, e quindi promossi, e di chi invece ha malamente deluso disattendendo le aspettative che società e tifosi vi avevano riposto e figurano di conseguenza tra i bocciati. Nella “Top-Five” compaiono su tutti Giacomo “Jack” Bonaventura, Jérémy Ménez e Diego Lopez, mentre per quel che riguarda le delusioni stagionali spiccano Muntari, Cerci e Destro, ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo e ingeneroso.

Promossi – Top-Five: 

Giacomo Bonaventura (Voto 9): Nella tormentata stagione del Milan Giacomo “Jack” Bonaventura è stato senza ombra di dubbio la più bella sorpresa e il migliore degli Inzaghi-boys. L’ex centrocampista bergamasco ha dimostrato duttilità, tenacia e la voglia che a tratti hanno ricordato le vecchie glorie del Milan. 34 presenze e 7 gol in campionato, “Jack” è stato il jolly sul quale Inzaghi ha sempre potuto contare, soprattutto a fronte della scarsa vena realizzativa degli attaccanti (Ménéz a parte) e dei tanti infortuni.

Diego Lopez (Voto 8,5): Dopo la splendida stagione disputata al Real Madrid, Diego Lopez si è confermato portiere di straordinario spessore tecnico e professionale. Il rigore parato alla 1^ giornata di campionato ha sancito un esordio da incorniciare, ma in più occasioni Lopez ha tenuto a galla la bagnarola difensiva degli uomini di Inzaghi. Unici nei la papera nel match del Mapei Stadium contro il Sassuoloil goffo intervento in Parma-Milan, quando un semplice retropassaggio di De Sciglio si è tradotto in un clamoroso autogol con annesso infortunio dell’estremo difensore rossonero.

Diego Lopez

Jérémy Ménez (Voto 8-): Il classico giocatore che o si odia o si ama, Jérémy Ménez è stato senz’altro il migliore giocatore del pacchetto avanzato con i suoi 16 centri stagionali. Il giocatore francese, a dispetto delle esperienze di Roma e PSG, ha mostrato una significativa crescita soprattutto in termini di continuità. Il suo atteggiamento spesso a metà strada tra lo stucchevole e l’irritante, unito alla maxi squalifica con il quale ha anticipatamente chiuso la stagione, hanno finito col macchiare la brillante stagione del francese.

Nigel De Jong (Voto 7): Il forte centrocampista olandese rientra con merito nella “Top-Five” dei migliori uomini su cui Inzaghi abbia potuto contare. Più che di un’esplosione si tratta in realtà di una riconferma: la disastrosa stagione del Milan ha comunque sancito che questa squadra non può prescindere dal “mastino olandese”, autore peraltro di ben 4 gol in campionato. Hanno però destato perplessità le polemiche (vere o presunte?) sollevate da De Jong sull’operato di Filippo Inzaghi, poco invece da aggiungere sulla volontà del giocatore di lasciare Milano.

Keisuke Honda (6,5): Non ce ne voglia il biondo trequartista nipponico, ma la scelta di indirizzare il nome di Keisuke Honda nella “Top-Five” è più una necessità che un dato di fatto. Dopo il match vinto per 1-3 sul campo dell’Hellas Verona, il giocatore nipponico ha subito una preoccupante flessione, smettendo di segnare e sfornare assist. A questo poi vanno aggiunto i guai fisici che hanno tagliato fuori il giocatore ex CSKA Mosca. Rimandato.

Bocciati – Flop-Five:

Alex (Voto 5+): Cominciamo la classifica dei cattivi dal meno deludente della “Flop-Five”, ossia Alex Rodrigo Dias da Costa, o più semplicemente Alex. Il roccioso centrale ex Chelsea e PSG è giunto in estate accolto da un corposo biennale da 2 milioni di euro e la promessa di garantire solidità difensiva e copertura sulle palle alte. Ebbene, sono mancate entrambe le cose. Alex ha messo in evidenza tutti gli acciacchi dell’età, imbarazzante spesso nei recuperi, più spesso in infermeria che in campo. Intristito più che deludente, per lui stagione è da dimenticare come per tutto il Milan.

Mattia De Sciglio (Voto 5-): La stagione del giovane terzino rossonero è sintetizzabile in due episodi: il clamoroso autogol in collaborazione con Diego Lopez in Parma-Milan e l’errore madornale con cui al San Paolo di Napoli ha concesso un rigore ai partenopei guadagnandosi l’espulsione più veloce della Serie A. In mezzo tante prestazioni impalpabili e guai fisici che lo hanno visto scavalcare nelle gerarchie da Luca Antonelli.

Mattia Destro (Voto 4,5): L’attaccante di proprietà della Roma è senza ombra di dubbio tra le delusioni più cocenti del Milan di quest’anno. Mentre Alessandro Matri (di proprietà rossonera) ha portato la Juventus in finale di Coppa Italia, Destro con la maglia del Diavolo ha collezionato 15 presenze condite da sole 3 reti . Uno score deludente come le sue prestazioni: di volontà ce ne ha sempre messa, ma il giocatore ascolano ha dato l’impressione di correre a spesso a vuoto, macinando chilometri fini a se stessi. Indubbiamente poco supportato dall’anarchia di Ménez e da un gioco abulico e frammentato, dal giocatore ex Genoa ci si aspettava ugualmente di più.

destro-milan

Alessio Cerci (Voto 4): Probabilmente il giocatore più deludente del Milan di quest’anno ha l’espressione sconsolata dell’ex Torino Alessio Cerci, sbarcato a Milano come salvatore della patria nell’affare Fernando Torres, e finendo poi col fallire su tutta la linea: prestazioni disastrose, poca lucidità in zona gol, praticamente l’ombra del meraviglioso giocatore ammirato l’anno scorso sotto la gestione di Giampiero Ventura. Il fatto che poi Torres all’Atletico Madrid si sia rilanciato e che Cerci abbia continuato ad incupirsi è solo la ciliegina sulla torta. Depresso.

Sulley Muntari (Voto 3): Nel caso di Sulley Muntari il calcio giocato centra poco, o comunque fino ad un certo punto. Il centrocampista ghanese, oltre ad aver giocato una delle sue peggiori stagioni tra i professionisti (tanto da beccarsi gli sfottò di Salvini), ha peccato di modestia reagendo in malo modo contro la società rossonera dopo aver saputo che non sarebbe più rientrato nei piani del Milan. La decisione di auto-escludersi dalla rosa è stato un segno di scorrettezza e presunzione nei confronti di tifosi e società. Probabilmente il volto peggiore del Milan, esattamente ciò che è piaciuto meno.

Un’ultima battuta infine su Filippo Inzaghi e Adriano Galliani: Superpippo ha pagato dazio per la propria inesperienza, ma il deficit di gioco e le scelte discutibili pendono a suo sfavore. Flop anche per Adriano Galliani: Nonostante le solite campagne acquisti disperate, Torres, Niang e Saponara, dopo le cessioni, sono esplosi in maniera dirompente.

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