Paulo Dybala: da "Picciriddu" del Palermo a Joya della Juventus

Nel corso di un’annata come questa, dove la 10 è proprietà di un giocatore talentuoso quanto inesperto come Paul Pogba, c’è bisogno di qualcun altro che, pur non portando sulle spalle quel numero magico, sappia prendere per mano la squadra.

E’ il caso di Paulo Dybala, che, al suo arrivo, eredita immediatamente la maglia numero 21 del “maestro” Andrea Pirlo. Sicuramente, tutti ricorderanno le sue giocate con il Palermo, squadra che gli ha permesso di conoscere il calcio italiano e con cui è diventato a tutti gli effetti un grande calciatore: spendere 40 milioni di euro per un ragazzo appena 22enne non è facile, perché si rischia di affidare il reparto offensivo di una squadra blasonata a un ragazzo ancora troppo inesperto.

Ma la vera domanda è: avrà fatto bene la Juve a metterlo al centro dei propri schemi? La risposta, come sempre, l’ha data il campo, ed è un sì (convinto!). Perché Dybala è davvero una “Joya”, un gioiello, un diamante grezzo. Uno di quei classici talenti sudamericani, capaci di illuminare gli occhi della platea bianconera: Max Allegri lo sapeva anche prima che divenisse parte del suo gruppo. Per questo, il tecnico livornese, nonostante le diverse critiche ricevute per non averlo schierato con continuità dal primo minuto in questo inizio di stagione, ha saputo “coccolare” il suo “giovanotto”, inserendolo progressivamente nei meccanismi di una squadra molto diversa da quella che abbiamo potuto ammirare tra l’autunno 2014 e il maggio 2015.

Tanti gol, tanti assist, e soprattutto tante grandi giocate, tipiche di chi ha la stoffa per diventare un fuoriclasse, uno di quelli capaci di farti amare il calcio e comprendere perché a Torino sia stato così fortemente voluto. Ecco cos’è davvero Dybala: genio ed irresponsabilità, che unendosi gli permettono di provare sempre quel colpo in più, il colpo da grande campione. Sarà semplice inesperienza, sarà sangue argentino che gli ribolle dentro, o sarà più semplicemente la voglia di far dimenticare ai tifosi un fenomeno come Carlos Tevez.

Una cosa però è certa: questo è solo l’inizio di una storia che porta il nome di “Joya”.

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