Razzismo, Touré: “Noi africani siamo considerati come animali”

Il razzismo, purtroppo, è ancora una dura realtà, anche e soprattutto nel mondo del calcio. Stretti nella morsa soffocante dei pregiudizi, stavolta, è l’Africa e a denunciarne le ingiustizie è Yara Touré, l’ivoriano centrocampista del Manchester City.

In un’intervista per la Bbc, il calciatore si riaggancia a una precedente affermazione da parte di un suo collega, Samir Nasri: “Yaya Touré sarebbe celebrato come uno dei più grandi centrocampisti del mondo, se non fosse africano”. Tanta è l’amarezza di Touré, che evidenzia come , se non fosse per le sue origini, sarebbe considerato uno dei migliori giocatori al mondo.

Dopo aver raccolto titoli in Grecia, Spagna e Inghilterra, vinto una Champions, un Mondiale per Club e una Supercoppa europea, Touré ammette che l’unico riconoscimento lo ha ottenuto dai tifosi, mentre per il resto “molti considerano gli africani ancora come animali, non come esseri umani”.

Touré tira in ballo anche volti del Barcellona come Xavi e Iniesta, dei quali vengono sempre elogiate le belle performances, a differenza del suo caso in cui viene attaccato per ogni errore difensivo. Sì, alcune leggende del calcio sono africane, come il connazionale Drogba e il camerunese Eto’o, ma è significativo che solo George Weah abbia vinto il Pallone d’Oro, nel 1995.

Insomma, Touré chiede ai media maggiore attenzione verso il contributo africano alle  vittorie nel mondo calcistico. Infine, il calciatore sottolinea: “Sono orgoglioso di essere africano, voglio difendere gli africani e mostrare al mondo che i calciatori africani possono essere grandi giocatori, come gli europei e i sudamericani”.

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