Real Madrid vince Champions 2016, ma l’Atletico Madrid…

Il Real Madrid vince la Champions League 2016, ma l’Atletico Madrid è andato davvero a un passo dal sogno.

Non sempre nella vita si può usufruire di una seconda occasione: i colchoneros hanno avuto ieri sera il privilegio di servire ai cugini blancos una vendetta ghiacciata a distanza di due anni, ma le cose non sono andate come previsto. Contro uno dei Real più poveri dal punto di vista del gioco negli ultimi vent’anni, con l’aggiunta di un CR7 non al meglio – per usare un eufemismo – e di un Benzema mai decisivo negli appuntamenti con la storia, l’Atletico aveva l’obbligo morale di centrare la vittoria e portarsi a casa la prima Champions League, fermando i rivali cittadini alla decima del 2014.

Neanche stavolta, invece, Davide ha sconfitto Golia. L’Atleti sentiva che questo era l’anno giusto, ma i sogni di gloria di un club da sempre afflitto da un complesso di inferiorità nei confronti delle merengues si sono infranti per pochi centimetri. Quei pochi centimetri che dividono una vittoria da una sconfitta, quei pochi centimetri che vogliono dire offside di Ramos sul gol dell’1-0 non visto da un Clattemburg forse troppo impegnato a flirtare con Pepe, quei pochi centimetri che separano un gol da una traversa di Griezmann dagli 11 metri che ancora trema e da un palo fragoroso che Juanfran maledirà a vita, quei pochi centimetri che Oblak ha occupato durante i rigori, sostando al centro della porta come un pugile ferito rannicchiato all’angolo di un ring. Una questione di pochissimi centimetri, quelli che passano sulle poltroncine di San Siro tra i tifosi blancos in delirio e i colchoneros che sprofondano nell’incubo, con la Coppa che si sposta di pochi metri, in una Madrid che gioisce e piange allo stesso tempo, Fuente de Neptuno in lutto per la seconda volta in tre anni, Fuente de Cibeles invasa dai madridisti che festeggiano la undecima.

Come due anni fa, l’Atletico era a un passo dalla prima storica vittoria in Champions, e come allora il trionfo è stato un sogno da accarezzare, cullare e poi veder trasformare nel peggiore degli incubi. I colchoneros si erano meritati questa finale col sudore della fronte, estromettendo Barça e Bayern, mentre i blancos hanno goduto di un percorso più agevole. L’ultimo atto di San Siro, però, ha annullato tutto e messo le due squadre sullo stesso piano: il match è stato equilibrato, e i rigori sono stati logica conseguenza.

L’Atletico non è riuscito a sfruttare la sua seconda occasione, niente vendetta, solo delusione per non aver conquistato quel trofeo che, lo sappiamo bene, avrebbe meritato per il lavoro fantastico di Simeone in cinque anni, e che finisce invece nelle mani dell’esordiente Zidane. La cultura del lavoro contro quella dei milioni, un’altra volta ancora è quest’ultima a trionfare, ma il sentore è quello che l’Atleti avrà presto a disposizione una terza possibilità, con o senza il Cholo, contro il Real o no, e l’epilogo potrà stavolta essere molto diverso. Se gli dei del calcio vorranno…

REAL-ATLETICO 6-4 DCR: GLI HIGHLIGHTS