Rinnovo Gattuso Ufficiale, da allenatore traghettatore a salvatore della Patria

Nella giornata di ieri, è arrivata la notizia ufficiale del rinnovo di Gattuso come allenatore del Milan. Dalla fine del regno di Ancellotti a oggi sono passati otto anni in cui i rossoneri hanno bruciato ben nove allenatori.

Gli ultimi anni del Milan

Nell’era Berlusconi, salvo rare eccezioni, il club si è sempre affidato a soluzioni interne, capaci di trasmettere gli ideali del bel giuoco e del DNA rossonero. Da Liedholm ad Ancelotti, passando per Capello, e a differenza delle scelte degli ultimi anni, gli allenatori sono arrivati a guidare il club dopo aver metabolizzato ampiamente la fine della loro carriera agonistica. Con la crisi economica e l’ingresso nel mondo del pallone di grandi gruppi finanziari, da via Durini hanno avuto sempre più difficoltà a competere con realtà sempre più grandi. Con l’ingresso dei magnati, russi, americani e con il più recente ingresso di gruppi provenienti dal sol levante, il diavolo si è visto costretto a ridimensionare le proprie ambizioni, rifugiandosi nel guardiolismo a tutti i costi. È all’interno di questo solco che si giustifica la scelta di tecnici giovani, senza grosse pretese e dalla comprovata inesperienza.

Nel disperato tentativo di trovare il genio della panchina sono state bruciate le personalità più carismatiche del Milan vincente degli ultimi venti anni: dal vicario Tassotti fino a Leonardo, con la sua idea di gioco a quattro punte; da Seedorf, che smise di giocare per la chiamata di Galliani e poi silurato senza troppi complimenti, fino agli allenatori della primavera Inzaghi e Brocchi. Ex-calciatori, immersi nella linea d’ombra che separa la fine del calcio giocato all’inizio della vita vera. Uomini che non hanno avuto il tempo di metabolizzare la fine della carriera agonistica, cui è stato affidato l’incarico della vita nel momento, personale e societario, più difficile. Catapultati fuori dalla giostra, questi uomini si trovano avvolti in un cono d’ombra, senza saper bene come reinventarsi e, almeno all’inizio, senza un lavoro. Dopo la fortunata parentesi di Allegri e le sfortunatissime esperienze di Mihajlović e Montella, il Milan è tornato ad affidarsi un ex giocatore fresco di ritiro.

L’ultima stagione dei rossoneri

Dopo la disastrosa e faraonica campagna acquisti estiva in società hanno visto fallire l’ennesimo progetto di tecnico e, in preda alla buriana, è stato deciso di affidarsi a un altro tecnico della Primavera, il vecchio Highlander calabrese. Rino Gattuso, un Trapattoni 4.0, almeno in sala stampa, con la sua comprovata umiltà si è presentato come traghettatore e, con la voce che gli è rimasta, sta riuscendo ad avvicinare la nave rossonera verso zone più dignitose. Sul fronte societario le ultime settimane sono state caratterizzate da rumors provenienti da oltreoceano riguardanti un possibile passaggio di consegne in società. Sembra che Stephen M.Ross, facoltoso proprietario dei Miami Dolphins, sia interessato a impossessarsi delle quote di Yonghong Li.

Di fronte alla previsione dell’ennesimo sconvolgimento societario, Fassone e Mirabelli si sono stretti intorno al loro tecnico, il salvatore della patria, l’unico punto fermo di un club che dopo Berlusconi ancora non ha trovato la sua nuova identità. Il vecchio Ringhio è stato promosso con un rinnovo fino al 2021, e da traghettatore è diventato tecnico a pieno titolo. Ci auguriamo, sia per lui che per il calcio italiano, che la sua avventura risulti meno banale dal solito copione espresso in conferenza stampa a cui sembra essersi adeguato anche un puro come lui. Intanto è arrivato il rinnovo per Gattuso, ecco come il tecnico calabrese si scatena durante una conferenza stampa in cui allenava il Creta.

La famosa conferenza stampa di Gattuso ai tempi dell’Ofi Creta