Domani sera il Milan affronterà il Bologna di Roberto Donadoni, un vero signore rossonero che da calciatore ha contribuito alla costruzione del mito del ”Milan degli immortali”, mentre da allenatore si sta distinguendo per equilibrio e lealtà.

Nei giorni in cui si discute molto sul rinnovo di contratto di Montolivo, ripensare a quando le chiavi del centrocampo rossonero erano affidate a gente come Donadoni non spinge certamente i tifosi a perorare la causa dell’attuale capitano, ma quelli erano altri tempi e quei giocatori avevano tutt’altra caratura tecnica e, probabilmente, anche caratteriale.

I più giovani ricordano Donadoni per le sue recenti esperienze in panchina, in particolare quella dell’anno scorso con il Parma nella quale, nonostante le difficoltà che tutti conosciamo, ha portato la squadra a chiudere la stagione con il massimo della dignità, facendo sì che in estate, dopo il fallimento di Inzaghi, si pensasse anche a lui per la panchina rossonera.

I suoi esordi in panchina risalgono ai tempi del Livorno di Cristiano Lucarelli, ma al grande pubblico diventa noto quando nell’estate del 2006 viene scelto per succedere a Marcello Lippi sulla panchina della Nazionale italiana fresca vincitrice del mondiale tedesco.

Nei due anni passati da commissario tecnico non ha di certo lasciato il segno, ma la sconfitta ai calci di rigore contro la Spagna nei quarti di finale di Euro 2008 non era di certo un risultato talmente grave da impedire la riconferma del tecnico.

Successivamente all’azzurro della Nazionale, l’ex centrocampista rossonero ha allenato un’altra squadra con la divisa di un analogo colore: il Napoli che però non era ancora quello che abbiamo ammirato quest’anno.

In un mondo ”inquinato” da interessi economici vari, Roberto Donadoni rappresenta una piccola eccezione: infatti, nell’attuale panorama del calcio italiano, è uno dei pochi a non prendere le decisioni relative la sua carriera solo ed esclusivamente sulla base di parametri economici e i risultati degli ultimi anni sono tutt’altro che disprezzabili.

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