Ronaldo compie 40 anni: i Gol più belli (Video)

Ronaldo il Fenomeno compie 40 anni, gli facciamo gli auguri con le sue migliori giocate e con i gol più belli in un video.

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Ronaldo il Fenomeno compie oggi 40 anni. L’uomo che ha rivoluzionato il calcio, prendendolo per mano a cavallo tra gli anni novanta e duemila, quel giocatore che ci ha fatto sognare in campo per anni (forse troppo pochi per uno con le sue doti) spegne oggi le sue prime quaranta candeline ed è un giorno di festa per chi ama questo sport.

“Non è guidare una Lamborghini Murcielago, è essere una Lamborghini Murcielago” (FEDERICO BUFFA)

Ronaldo Luís Nazário de Lima, meglio conosciuto come Ronaldo, meglio ancora come O Fenomeno, è il dio del calcio sceso in terra dentro al corpo fragile di un uomo. Un soprannome che, innanzitutto, mette in chiaro le sue incredibili qualità e lo distingue da Cristiano, forse più dotato tecnicamente, che vanta pure un palmarès migliore, ma che resterà per sempre l’altro Ronaldo.

Ronaldo, quello vero, esplode in tutta la sua grandezza al PSV, dove segna in Eredivisie la bellezza di 54 gol in 57 partite. Passa così al Barcellona, e i numeri sono gli stessi: 47 gol in 49 gare, e gli occhi innamorati di tutto il mondo su di lui. Massimo Moratti, che stravede per lui, decide di fare un regalo ai tifosi nerazzurri (e prima di tutto a se stesso) e nel 1997 lo porta all’Inter sborsando 48 miliardi di lire. La prima stagione è devastante: il Fenomeno segna una valanga di gol e vince il Pallone d’Oro a soli 21 anni.

“Se Ronaldo si gira e scappa, non ti resta che sparargli” (DANIELE ADANI)

Sembra il preludio a un decennio strepitoso, ma le cose non vanno come previsto: pochi istanti prima della finale mondiale del 1998, Ronaldo avverte delle convulsioni e il suo Brasile perde 3-0 contro i padroni di casa della Francia. Nella stagione successiva, la discesa nell’incubo: il tendine rotuleo tradisce il fuoriclasse e il ginocchio fra crack per due volte in poco tempo. Dopo il primo, terribile infortunio contro il Lecce, Moratti e tutti i tifosi interisti contano i giorni per il rientro in campo, addirittura 1 anno e 5 mesi dopo quel maledetto 21 novembre. E’ il 12 aprile 2000, si gioca all’Olimpico contro la Lazio: quella che doveva essere una giornata di festa, assume subito i contorni di un nuovo dramma sportivo.

Sei minuti di gioco e il tendine rotuleo appena operato si lacera completamente. Ancora una volta il Fenomeno deve fare i conti con un avversario più grande di lui, perchè quelli umani, in carne e ossa, li saltava come birilli. Esce dall’Olimpico in lacrime e tra gli applausi, prova per la prima volta il rischio di non poter più giocare.

E invece, il brasiliano riesce a guarire ancora, e la stagione 2001-2002 la gioca quasi per intero (un altro infortunio, ancora contro il Lecce, lo costringe ai box per qualche settimana) e a buoni livelli. L’annata culmina però tra alti e bassi: prima, altre lacrime, stavolta per lo scudetto scappato di mano nel famoso mortal sospiro del 5 maggio; poi, gioia incontenibile per la vittoria del suo secondo mondiale, proprio nel suo Brasile (aveva vinto pure quello del 1994), che farà da preludio al suo secondo Pallone d’Oro, a distanza di cinque anni dal primo, vincendo in pratica tutti i trofei più importanti tranne la Champions League.

“Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo” (Peppino prisco)

Nel luglio del 2002, finiti i mondiali, la rottura con Cuper lo porta lontano da Milano, al Real Madrid, dove continua a incantare con i suoi strappi, i dribbling e i numeri nello stretto. Il resto della carriera è abbastanza dimenticabile: una parentesi al Milan quando ormai, anche se a soli 30 anni, era quasi un ex giocatore, da ricordare per il gol nel derby e lo strappo muscolare accusato durante la presentazione della maglia, ennesimo infortunio di una carriera tanto fulgida quanto limitata dalla sfortuna e dalla fragilità. Fragilità anche psicologica, e lo dimostra lo scandalo dei trans e i chili di troppo degli ultimi anni: ma a noi il Fenomeno piace così, imprevedibile, fuori dagli schemi e sempre un passo avanti.

Auguri Fenomeno, e grazie di tutto.

Ronaldo il Fenomeno compie 40 anni: il video con le sue migliori giocate e i gol più belli