Salisburgo-Lazio 4 -1: le pagelle dei biancocelesti

Nella squadra di Inzaghi, la sola sufficienza è per Lucas Leiva, a tratti il migliore. Malissimo la difesa e in attacco troppi errori.

La Lazio di Simone Inzaghi esce con le ossa rotte dalla sfida del Wals-Siezenheim contro il Salisburgo. Gli austriaci si impongono 4-1 in casa ed eliminano i biancocelesti. Gli aquilotti dilapidano in poco più di sei minuti tutto il vantaggio, e quanto di buono fatto, nella gara di andata e nell’intero cammino europeo. Un black-out totale, che ha premiato gli austriaci, forse immeritatamente, ma la squadra di Inzaghi dovrà fare anche un mea culpa per quei sei minuti. E domenica arriva il derby con la Roma.

Le pagelle della Lazio

Strakosha voto 4. La papera con cui gli austriaci passano in vantaggio è tutta o quasi colpa sua. Si tuffa in maniera lenta e senza allungo. Un errore imperdonabile in Europa, specie se in palio c’è la qualificazione. Incolpevole sui restanti tre gol, di cui due con deviazione a spiazzarlo, ma non trasmette mai sicurezza. Deconcentrato.

Luiz Felipe voto 4,5. Non ha mai dato l’impressione di essere un centrale affidabile nell’arco di tutta la stagione e stasera conferma questa impressione. Qualche chiusura buona e tante, troppe, palle perse in fase d’impostazione. Dalle sue parti gli austriaci trovano ampi varchi. Ha la sfortuna di deviare il tiro che ha portato al pari. Bocciato

De Vrij voto 4. L’emblema della sconfitta è proprio il forte centrale olandese. Irriconoscibile questa sera, deconcentrato e impreciso, ha gravi responsabilità sulle amnesie difensive biancocelesti. In Affanno

Radu voto 4,5. Hwang lo fa impazzire e lo costringe perennemente a rincorrere perennemente l’azione. Anche lui ha la sfortuna di deviare un tiro con lo stinco e spiazzare Strakosha. Impreciso e confusionario nelle uscite alla fine viene travolto dall’imbarcata difensiva. Azzerato

Basta voto 5. Macina chilometri su quella corsia e partecipa alle trame offensive dando sempre uno sfogo alla manovra laziale. In ripiegamento è sempre in affanno invece e spesso anche maldestro. Mezzo voto in meno per l’errore che in avvio poteva costare il vantaggio austriaco. Spento.

Parolo voto 5. Un primo tempo discreto e poi? Con il pari del Salisburgo spegne completamente l’interruttore e non riesce a fare da filtro a centrocampo. Disconesso.

Lucas Leiva voto 6. Il migliore in campo per i biancocelesti è sicuramente lui. Geometrie e passaggi da assoluto play-maker del calcio. Alza il pressing e per un’ora di gioco inchioda il Salisburgo. Poi lo tzunami austriaco travolge anche lui e non può più nulla. Volenteroso.

Milinkovic – Savic voto 5,5. Il serbo non è in condizione e si vede. Trova comunque il modo di creare qualcosa di importante in fase offensiva. L’esterno con cui lancia Immobile a tu per tu è di assoluta bellezza. Peccato non fosse al 100%. Sfortunato.

Lulic voto 5. L’ultimo ad arrendersi è proprio l’esterno bosniaco. La sua colpa è quella di non aver contribuito a congelare la partita e rallentare il ritmo. Nel finale si intestardisce nel fare tutto da solo ma rischia di lanciare pericolosi contropiedi. Solitario.

Luis Alberto 5,5. La partita dello spagnolo è di difficile interpretazione. Un primo tempo, o forse un’ora, in cui disegna e regala sprazzi di grande calcio. Lancia nello spazio Immobile, ma ha la colpa di sbagliare clamorosamente il gol dell’1-2. Da lì l’inerzia della partita cambia e gli austriaci dilagano. Quanto pesa adesso il suo errore? Un Macigno.

Immobile voto 5,5. Sbaglia gol che in Serie A non avrebbe mai sbagliato. Ciro il grande ha lasciato la sua fame di gol a Trigoria nella serata peggiore. Trova comunque il gol, 39esimo in stagione, ma troppo poco per ciò che la Lazio ha creato. Da lui ci si aspettava quella fame e quell’istinto del killer tanto ammirata in campionato. Spuntato.

Felipe Anderson voto 5. L’unica azione degna del suo nome è la splendida verticalizzazione verso Luis Alberto. I restanti minuti è impalpabile e assente alla trama offensiva. Il suo cross sparato alto in curva testimonia una totale sufficienza e un’assenza di voglia e determinazione. Segnale pericoloso.

Inzaghi voto 4,5. I sei minuti di black – out sono inspiegabili e difficili da interpretare. Dopo la straordinaria prestazione dell’andata la sua Lazio si scioglie come neve al sole dinanzi lo strapotere degli Red Bull austriaci. Stasera è venuta meno la personalità dei suoi ragazzi, poco avezzi a giocare partite così alte in Europa. Doveva provare a controllare meglio il match che nell’ultima mezz’ora è completamente volato via assieme alla qualificazione. E domenica c’è la Roma.