È stata una partita caratterizzata da tanta grinta e non molto ordine quella con cui Christian Brocchi ha esordito sulla panchina del Milan a Marassi.

Alla fine si è vinto solamente per 1-0, ma, si sa, le grandi squadre sono quelle in grado di vincere anche senza mostrarsi nettamente superiori all’avversaria. Il Milan ha riproposto la voglia e l’impegno messo in mostra nella sfida di San Siro contro la Juventus, ma l’assimilazione dei nuovi schemi di mister Brocchi ha ovviamente reso meno fluido il gioco dei rossoneri che in mezzo al campo in fase di impostazione ha commesso qualche errore dovuto alla ricerca di nuovi equilibri in presenza di un centrocampo meno folto.

C’era tanta attenzione nei confronti di Jack Bonaventura che doveva ricoprire il famoso ruolo di trequartista tanto caro al presidente ed è subito saltato all’occhio l’interpretazione molto personale che l’ex Atalanta ha avuto di questo ruolo: infatti, non ha occupato molto la posizione centrale dietro le due punte, ma ha svariato molto, mettendo in difficoltà la Samp su entrambe le fasce e servendo palloni interessanti alle punte, compreso quello a Bacca per il gol partita.

Il Milan nel secondo tempo ha corso tantissimo, facilitando il ritmo molto alto che tutti hanno potuto apprezzare, sicuramente c’è stata meno compattezza rispetto a quanto eravamo abituati a vedere nell’era Mihajlovic, ma le idee di Brocchi sono diverse da quelle del serbo e, ovviamente, il neo tecnico rossonero non ha avuto il tempo tecnico per oliare al massimo i meccanismi.

Menzione speciale per la coppia al centro della difesa composta da Alex e Romagnoli che è stata molto attenta ed efficace, mentre la seconda consecutiva da titolare di Mario Balotelli ha dato indicazioni positive, anche se manca ancora qualcosa per convincere tutti del suo valore, dopo mesi passati a passeggiare negli spezzoni di partita che lo hanno visto protagonista.

Questa vittoria è sicuramente frutto del cambio allenatore: infatti, come quasi sempre succede in questi casi, l’approdo in panchina di un nuovo tecnico mette i giocatori davanti alle proprie responsabilità e la reazione immediata è quasi sempre scontata, anche se non è garantito che la ”scossa” dia frutti anche nel medio e lungo periodo.

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