Scambio Guarin-Vucinic mancato: Il punto della situazione

Su una cosa la Juventus non si sbagliava, nel definire tutta la vicenda “sconcertante”. Ma non tanto perché l’affare non sia andato in porto, che forse è l’unica cosa sensata che si sia fatta in questi giorni da quanto la trattativa era cominciata, ma per tutto quello che ha portato al nascere di questa fantomatica trattativa che ha visto i dirigenti dell’Inter fare una magra figura sia per come hanno gestito la situazione, sia per aver passivamente accettato le condizioni richieste dal club di Torino che, a parer di molti, sono sembrate esser da pazzi.

Ma ognuno tira acqua al proprio mulino, e star a sindacare sulla moralità delle pretese della Juventus non avrebbe senso, perché poi tali inspiegabili richieste andavano accettate in casa nerazzurra e chi ha diretto la trattativa per conto del club di Thohir avrebbe dovuto accorgersi già dall’inizio che “non sussistevano le condizioni tecniche ed economiche per il raggiungimento dell’accordo”.

guaro vuci

È sconcertante che, invece, sia dovuto intervenire dall’Indonesia, all’ultimo minuto il Presidente Thohir, per porre fine a questo scambio che, come qualcuno l’ha definito, “rasentava la circonvenzione di incapace. Ed è ancora più sconcertante che Mazzarri, adesso che la trattativa è saltata, si ritrovi senza il suo numero 13 e con una bella gatta da pelare in casa. Infatti, quest’oggi, il colombiano non si è presentato agli allenamenti ad Appiano Gentile, per concessione della Società che, in attesa di vedere se ci saranno sviluppi di mercato ha dato un permesso di due giorni a Guarin.

Il che ha, appunto, dello sconcertante. Guarin ha un contratto con l’Inter e deve rispettarlo. Inutile che punti i piedi per terra e faccia l’offeso. Perché chi fino a qualche tempo fa sbandierava il suo amore per il l’Inter, promettendole amore eterno, per poi girarle le spalle alla prima occasione, è proprio lui che si riempiva la bocca con parole dolci per la sua squadra. Ci vuole serietà e professionalità nella vita per andare lontano. Lasciarsi accecare dall’odore dei soldi e cambiare bandiera all’occorrenza non porta da nessuna parte. E in questo, gran parte delle responsabilità c’è l’ha la Società nerazzurra che deve fare un grande mea culpa per come ha gestito il tutto, cavalcando l’idea di una trattativa autolesionista che ha fatto infuriare i tifosi, ha leso l’immagine dello stesso club di Corso Vittorio Emanuele, nonché quella del giocatore che, reo di aver fatto dichiarazioni del tutto sconcertanti non è stato capace di tornare indietro sui suoi passi e provare a risanare lo strappo con i suoi tifosi.

E adesso la realtà è che, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, l’Inter si trova in casa un giocatore scontento e che non vuol continuare la sua avventura in nerazzurro. Bisognerà, quindi, al più presto trovare degli acquirenti senza però correre il rischio concreto di svendere il giocatore per la fretta di portare in porto una trattativa. Ci vorrà assai più oculatezza e buon senso di quanto dimostrato fino ad ora, perché non sempre sarà possibile ritornare sui propri passi e salvare il salvabile.

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