Serie A: Analisi diciannovesima giornata di Campionato

Si è aperta come di consueto sabato alle ore 18 l’ultima giornata del girone di andata del campionato di Serie A. Livorno e Parma si sono sfidati al Picchi con la vittoria finale degli emiliani. L’ennesima sconfitta dei toscani è costata la panchina all’allenatore Davide Nicola: otto gare senza vittorie e ultimo posto in compagnia del Catania.Pesantissimo il risultato: 0-3 con il Parma del grande ex Donadoni, che conquista così l’ottavo risultato positivo consecutivo. Le reti portano la firma di Palladino, mossa a sorpresa azzeccata da parte di Donadoni e la doppietta di un ritrovato Amauri (uno su rigore).

L’altro anticipo di giornata ha visto lo scialbo pareggio a reti bianche tra Bologna e Lazio. Poche occasioni e altro 0-0 anche nella match della Domenica all’ora di pranzo tra Torino e Fiorentina (senza punte Montella poco poteva fare), ma era una sfida che prometteva comunque spettacolo. Nelle gare del pomeriggio vittoria dell’Atalanta sul Catania per 2 a 1. Partita decisa tutta nel secondo tempo. Biraghi in area atterra Bonaventura e Denis da dischetto realizza l’ 1 a 0. Il raddoppio porta la firma di Maxi Moralez dopo una bella azione personale. Inutile il gol della speranza di Leto (tra l’altro in fuorigioco). Finisce 2 a 1.

Altra gara che prometteva spettacolo era quella tra Verona e Napoli. I partenopei chiudono il girone d’andata con un successo importante per 3-0: sblocca il risultato il belga Mertens che realizza così la terza rete in due settimane nel primo tempo, nella ripresa arrivano il primo gol in campionato di Insigne e il timbro finale di Dzemaili. Non demerita comunque la squadra di Mandorlini, cui manca solo il gol negli ultimi sedici metri, con Toni che non riesce a infrangere la difesa azzurra.

Andrea Mandorlini

Vince ancora la Roma di Garcia. Nel poker giallorosso al Genoa, eurogol di Florenzi, Totti, al 231° gol in serie A, Maicon e Benatia. Grifoni costretti a giocare in 10 perchè Matuzalem, al momento della sostituzione con Cofie, risponde con un gesto provocatorio al pubblico giallorosso che lo fischiava ricordando i suoi trascorsi alla Lazio. Calvarese dunque lo ha ammonito per la seconda volta.

Vittoria record per 4-1 della Juventus a Cagliari. Nonostante lo svantaggio iniziale con il gol di Mauricio Pinilla (poi espulso), la capolista trema ma riesce a reagire e a vincere l’undicesima partita consecutiva (record per il club). Segna Llorente (per lui doppietta), poi Marchisio e Lichtsteiner, entrambi grazie alla complicità del portiere Adan siglano il poker finale. Meglio del Quinquennio d’oro 1930-1935 dunque per la squadra di Conte, chiude il girone d’andata a quota 52 punti.

Nel posticipo domenicale, spettacolo e gol tra Sassuolo e Milan. Finisce 4-3 per gli emiliani. Nonostante il vantaggio ospite per 2-0 al 13′ con Robinho e Balotelli, ci pensa l’Uragano Berardi a rimonare i rossoneri. Si scatena letteralmente l’attaccante neroverde, classe 1994, tifoso interista, diventa il più giovane a segnare 4 reti in una partita in A e il primo a realizzarne quattro al Milan. Inutile il forcing finale e il gol di Montolivo. Esordio di Honda, che colpisce il palo, e traversa anche per Pazzini. Una sconfitta che costa il posto in panchina a Massimiliano Allegri. La diciannovesima giornata si chiude con due partite.

Sampdoria-Udinese termina 3-0. A Marassi praticamente non c’è partita: i doriani di Sinisa Mihajlovic comandano la gara dal primo all’ultimo minuto, il brasiliano Eder apre le marcature dal dischetto e raddoppia (in fuorigioco) ad inizio ripresa. Mazzoleni sbaglia tutte le decisioni nella ripresa, si chiude con 3 espulsioni (Allan, Soriano, Gabriel Silva) e con la rete del difensore blucerchiato Gastaldello a chiudere il tris.

Nell’ultima gara, invece, l’Inter di Mazzarri non riesce a sbloccarsi. Contro il Chievo finisce 1 a 1. La squadra neroazzurra, ancora a secco di vittorie nel 2014, va subito sotto per una rete di Paloschi. Pareggia Nagatomo, che poi si vede anche annullare un gol regolare. Nella ripresa attacchi timidi e confusi della squadra milanese con poche occasioni. Protesta al 94° per un presunto fallo da rigore su Botta non concesso dall’arbitro Tommasi.

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