Stranezze dal mondo del calcio, il Kaiser brasiliano che si finse giocatore

Il mondo del calcio ci ha abituati a stranezze e storie incredibili: questa che vi raccontiamo oggi parla di un brasiliano che si finse giocatore. Si può fare il calciatore ad alti livelli per 20 anni senza saper giocare a pallone? Carlos Henrique detto Kaiser ci insegna che è possibile, ma solo se se vive come si fosse dentro un film o un romanzo d’avventura. Carlos Henrique è un brasiliano classe ’83, e come tutti i ragazzi carioca degli anni settanta da grande vuole fare il calciatore, poco importa se il dio del calcio non ti ha dato piedi buoni. Detto Kaiser per il fisico prestante – frutto di allenamenti in palestra – simile a quello di Beckenbauer, il nostro eroe ha un asso, anzi due, nella manica: forte ascendente verso calciatori, presidenti e procuratori e gran fascino.

Grazie ad alcune conoscenze maturate quando Kaiser giocava per le strade dei quartieri di Rio, Carlos riesce a farsi ingaggiare dai più importanti club brasiliani. Il suo piano era geniale: ogni qual volta un suo amico calciatore entrava in trattativa con un club, doveva inserire una clausola che obbligasse la societá all’acquisto di un altro calciatore, un grande prospetto. Si, proprio lui, Carlos Kaiser. La prima squadra è il Botafogo. Entra in rosa come giovane promessa, ma dice di essere infortunato e di necessitare di alcune settimane di riabilitazione. Rigorosamente per i fatti suoi. Così, con uno stipendio di tutto rispetto, Henrique se la spassa di giorno all’insaputa della societá, e di notte si diverte in tutti i night club della città, sfruttando il fatto che per tutti – ancor meglio, tutte – è un calciatore, e si sa che le ragazze vanno pazze per chi gioca a pallone. Passate quelle settimane, è il momento di presentarsi agli allenamenti. Chiunque a quel punto avrebbe gettato la maschera, ma non Kaiser. Primo allenamento, qualche pallone toccato (male) e poi il colpo di genio: di volta in volta un suo compagno di squadra (squadra che si era accorta di avere a che fare con un truffatore), con la promessa di denaro o di notti a luci rosse, si rendeva protagonista di una brutta entrata su di lui e il nostro Carlos fingeva di nuovo di essersi infortunato. Non c’erano macchinari in grado di monitorare le lesioni muscolari, così ancora una volta la sua farsa funzionava alla grande.

Molte squadre nella sua carriera, tra cui Flamengo e Fluminense, e sempre con la stessa tecnica: l’arrivo grazie alla clausola del suo amico calciatore, l’infortunio iniziale e quello al primo allenamento. In ogni squadra in cui approdava, tutti i compagni lo adoravano, e anche se scoprivano subito che il loro compagno non era un calciatore, lo coprivano, perchè le notti di passione con delle ragazze nell’hotel dove alloggiavano la sera prima della partita erano imperdibili e omaggio del Kaiser e del suo fascino.

L’ultimo capitolo della sua carriera è degna conclusione della sua incredibile storia da film: il nostro riesce a farsi ingaggiare dall’Ajaccio, in Ligue 1, e alla prima partita in cui scende in campo scaglia in tribuma ogni pallone che gli arriva. Era un’amichevole e per colpa sua finirono tutti i palloni e il fischio finale dell’arbitro arrivò al 15′. Ma tra lui e i tifosi fu amore a prima vista. Adesso, Carlos Henrique, il brasiliano che di brasiliano non aveva nulla, appesa la truffa al chiodo fa il personal trainer. Non importa se i tuoi amici con cui giochi il lunedì pensano che tu e il calcio siete inconciliabili: il Kaiser di Brasile insegna che chiunque può diventare un calciatore professionista, basta crederci. Male che vada, lunedì alle 21 al solito campetto.

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