Tragedia Superga, 4 maggio 1949: Il ricordo del Grande Torino

Il calcio, così come la vita, è strano. Se ogni anno il 5 maggio la Torino juventina gioisce nel ricordo di quello scudetto insperato del 2002, il 4 maggio, appena un giorno prima, l’altra sponda della tifoseria piange gli eroi del Grande Torino, colpiti nel 1949 all’apice del loro volo calcistico da uno schianto aereo in quella maledetta tragedia di Superga. Era un Torino fortissimo, quello dei cinque scudetti consecutivi, della supremazia assoluta e dei continui rifornimenti alla Nazionale, dove in media 8-9 titolari erano granata. Una squadra storica.

Nel 1939 Ferruccio Novo diventa presidente del Toro e costruisce anno dopo anno una squadra fortissima, che aveva in Valentino Mazzola e Ezio Loik, entrambi prelevati dal Venezia, le proprie punte di diamante. Nel 1942 comincia quella che diventerà una vera e propria epopea vincente. Cinque scudetti consecutivi, 408 gol segnati nel quinquennio: nell’Italia sconvolta dalla guerra, quel Torino era una piccola lanterna nella tempesta. Al Filadelfia era sempre festa e un pubblico esigente e passionale spingeva il Toro verso la vittoria, le vittorie: nel 1948 tra le mura amiche i punti conquistati furono 39 su 40. L’anno successivo, bisognava riconfermarsi. Così, nella stagione 1948-1949 i granata erano ancora lì a guidare la classifica, da vera e propria regina del calcio degli anni ’40. Era il dopoguerra e a poco a poco si cominciava a ricostruire una nazione intera, ma Valentino Mazzola e compagni andavano incontro a un destino amaro e terribile. Proprio il numero 10 aveva concordato con il fuoriclasse portoghese Francisco Ferreira un’amichevole tra il Torino e il Benfica, che all’epoca era tra le più forti d’Europa.

Il 3 maggio insieme alla squadra partirono anche i giornalisti Renato Casalbore, fondatore di Tuttosport, Renato Tosatti e Luigi Cavallero. Non si erano aggregati il presidente Novo, fermato da un’influenza, e i giocatori Tomã e Ballarin. Doveva esserci anche Niccolò Carosio, che preferì rinunciare a causa della cresima del figlio. I granata persero per 4-3, ma il giorno dopo la sconfitta fu patita da tutti gli italiani. Alle 17 circa del 4 maggio 1949 l’aereo sul quale viaggiava il Grande Torino di ritorno in Piemonte si schianta a Superga per cause ancora non del tutto chiarite. Dei 31 uomini a bordo, tra giocatori, staff tecnico, dirigenti e cronisti nessun superstite. Moriva un pezzo del calcio italiano in una tragedia immane. Nello sgomento più totale, il campionato fu assegnato d’ufficio ai granata, che come sempre erano in testa con 4 punti di vantaggio sull’Inter. Da allora, ogni anno i tifosi del Toro ricordano i loro campioni, e non può non scendere una lacrima. Solo il fato li vinse: il Grande Torino resta ad alta quota nella memoria di tutti.