Ultime notizie Juventus, Antonio Conte: "Si punta all'impresa storica"

Lavorare, crescere, migliorare“. Queste sono le parole con cui Antonio Conte ha esordito in conferenza stampa a Vinovo questo pomeriggio. Testimonianza del fatto che il tecnico è uno che non si accontenta mai, uno che vuole sempre qualcosa di più da sè stesso e dai suoi giocatori.

Dopo due campionati vinti consecutivamente, Antonio Conte si sente finalmente libero di dire che la Juventus è tornata ad essere quella che era: protagonista indiscussa del campionato, riacquistando l’immagine che le era stata tolta, un’immagine vincente e di successo. Ma a Conte non piace guardarsi alle spalle, lui pensa al futuro, un futuro in cui sicuramente bisognerà sfruttare il lavoro fatto nei due scorsi anni, ma anche lavorare ancora e ancora con umiltà e impegno per raggiungere grandi risultati.

Conte parla poi della recente campagna acquisti elogiando la società per aver saputo portare a Torino un campione come Tevez in questo periodo di grave crisi economica, spendendo solo 9 milioni di euro. Poche parole sulla cessione di Emanuele Giaccherini: un grande dolore a livello personale dovuto all’affetto che nutre per tutti i ragazzi che ha allenato negli ultimi due anni; ma al contempo felicità per il contratto che gli è stato offerto.

Emanuele Giaccherini centrocampista Juventus

Il tecnico aggiunge poi un pizzico di quella diplomazia di cui si era parlato sostenendo che in tempo di crisi i soldi spesi per gli acquisti devono poi essere recuperati con delle cessioni. Dolorose o meno che esse siano.

Antonio Conte butta poi un occhio sulla prossima stagione dicendo che con impegno, sofferenza, entusiasmo, passione e lavoro, la Juventus potrebbe ambire ad un’impresa storica: vincere per la terza volta consecutiva. Bisogna però tenere i piedi bien piantati per terra e non dare nulla per scontato anche se Conte sa benissimo che i suoi ragazzi hanno voglia di stupire e di “fare qualcosa di straordinario“.

Riguardo ai possibili rivali in campionato, il tecnico nomina l’Inter di Mazzari, il Milan e la Fiorentina con una particolare attenzione al Napoli di Benitez (allenatore che Antonio è orgoglioso di poter affrontare) poichè avrà la possibilità di investire sul mercato i 60 milioni ottenuti dalla cessione di Edinson Cavani. Proprio nei confronti del matador, Conte lancia una battuta: “avrei preferito rimanesse a Napoli, anche perchè il Napoli con Cavani noi lo abbiamo sempre battuto”.

Non mancano le domande sul tormentone dell’estate Stevan Jovetic. Conte con grande semplicità risponde che il montenegrino andrà all’estero perchè in Italia nessuno può permettersi di spendere 30 milioni di euro.

Conte conclude con qualche parola su Tevez ritenendolo ciò che la Juventus stava cercando: la sua fame di vittorie, la sua cattiveria agonistica e la sua determinazione sono le qualità che lo rendono il giocatore che si adatta alla perfezione alla filosofia bianconera.

Antonio Conte allenatore Juventus

Infine, riguardo alla maglia numero 10 data all’apache il tecnico afferma che il numero non conta perchè prima di lui l’aveva qualcun altro e dopo di lui un altro ancora. “Quello che conta è quello che si fa in campo, fuori dal campo, durante la settimana, durante il giorno. Poi per me si può mettere anche il 124 sulla maglietta. Quello che conta e che rimane è l’FC Juventus. L’importante è che chi indossa la maglia della Juventus, che sia 1, 25, 74, onori la maglia nel migliore dei modi, con attaccamento, con sudore, con voglia, con passione“.

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