La sanzione impartita dalla UEFA è imminente. Così il club vuole tentare il tutto per tutto incontrando Ceferin.
Per tanti top club questo è un periodo molto particolare. Che si parli di cronaca locale o di cronaca estera, sembra che il detto “tutto il mondo è Paese” sia molto pertinente. Si tratta dell’ennesimo provvedimento preso contro una grande squadra, rea (ovviamente) di aver commesso degli atti illeciti. Per analizzare meglio questa notizia andiamo in Spagna, in Liga. Massimo campionato spagnolo.
La lega in questione è nota per ospitare club del calibro dell’Atletico Madrid, del Real Madrid e del Barcellona. Ed è proprio una squadra tra le tre citate, ad essere la protagonista di questo episodio. A livello storico non è la prima volta che ciò accade. E sicuramente il club in questione non è l’unico “colpevole”. Per quanto sia tutto ancora da stabilire, la sensazione è comunque quella dell’ennesimo caso che farà discutere. C’è divisione anche fra i tifosi a tal riguardo.
La nuova presidenza blaugrana, attualmente affidata alla direzione di Joan Laporta, non ha portato i benefici che l’intero popolo catalano sperava. Di recente è emersa una notizia che ha fatto definitivamente vacillare la fiducia nei confronti del patron. Sembra infatti che Laporta voglia ottenere un colloquio con Ceferin, attuale presidente della UEFA. A questo si deve la motivazione del suo viaggio in Slovenia.
La ragione di tutto ciò riguarda il popolare caso Negreira. Tutto è nato dalla denuncia di un ex arbitro, il quale ha fatto intendere che il club catalano offriva delle tangenti ad alcuni arbitri orientare alcune gare. Un fatto sicuramente increscioso, che se dovesse essere confermato sarebbe molto grave per l’immagine, e non solo, di una delle società più prestigiose al mondo.
Con questo viaggio in Slovenia sembra che Laporta voglia giocarsi le ultime carte che gli sono rimaste. Un colloquio con il mandatario diretto di ogni decisione della UEFA potrebbe essere la soluzione ideale, sebbene non rappresenti affatto un sinonimo di garanzia. Le parole pronunciate dal patron a quanto pare sono le stesse di ogni singola riunione ai vertici.
A detta sua il club blaugrana non ha mai pagato alcun arbitro per influenzarne l’operato. Dalla dirigenza del Barça trapela un certo ottimismo, ma sugli spalti la preoccupazione è evidente ed effettivamente legittima.
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